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Aspettando SPECTRE… Ma cos’è esattamente SPECTRE?

L’attesa è quasi finita: domani James Bond farà ritorno al cinema con la sua ultima avventura, “SPECTRE” (qui la recensione, rigorosamente priva di spoiler).

Ne abbiamo sentito tanto parlare, si è più volte fatto il nome anche di un personaggio iconico dei vecchi film, legato alla SPECTRE, molti credono che tornerà in questo nuovo capitolo della saga… ma cos’è SPECTRE? E chi è questa nemesi di Bond? Qui di seguito un’utile guida a “ciò che avete perso nelle puntate precedenti”.

SPECTRE è l’acronimo di “Special Executive for Counter-intelligence, Terrorism, Revenge and Extortion”, ovvero corpo “Esecutivo SPeciale per il Controspionaggio, Terrorismo, Ritorsioni ed Estorsione”; inizialmente nei romanzi la “E” finale stava per un molto più evocativo ed efficace “Espionage”, ma poi si è optato per extortion, adottato anche nei film (è Blofeld che in “Si Vive Solo Due Volte” dirà proprio a James Bond/Sean Connery “Extorsion is my business”).

Si tratta di una fittizia organizzazione terroristica (aggettivo che Ian Fleming, autore dei romanzi di James Bond, utilizzava con largo anticipo rispetto a noi) di piccole dimensioni, politicamente neutrale, apparsa sia nei libri che nei film di 007 fin dall’inizio, rispettivamente in “Casino Royale” (libro edito nel 1953) e “Dr. No” (“Agente 007 – Licenza d’Uccidere” 1962).

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Insieme allo sceneggiatore e produttore Kevin McClory, Fleming la immaginò costituita da ex membri della SMERSH, Gestapo, Mafia… insomma una selezione dei più cattivi dei cattivi che in qualche modo richiama gli agenti speciali con Doppio Zero. Se infatti dal lato degli “eroi” abbiamo i vari 006, 007, 008, etc, nella SPECTRE i geni del male sono disposti in una gerarchia precisa: Numero 1 (il fondatore e presidente), Numero 2 e via discorrendo.

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Dr Julius No


Il primo a comparire nei film è lo scenziato dalla mano di metallo Dr Julius No (Joseph Wiseman, “Licenza d’Uccidere), seguito poi da Rosa Klebb e le sue scarpe “affilate” (Lotte Lenya , “Dalla Russia con Amore”), il piratesco Numero 2 Emilio Largo (Adolfo Celi, “Thunderball”), il sinistro Mr Wint (Bruce Glover) e Mr Kidd (Putter Smith) che in “Una Cascata di Diamanti” cercano più volte di cremare il Nostro.

Ma uno solo è quello che tutti ricordano anche quando non sanno di conoscere: quell’uomo con la severa tunica grigia alla Nehru, immortalato nell’immaginaizone collettiva con un occhio sfregiato, seduto su di una poltrona mentre accarezza un bellissimo e candido gatto angora turco: è Ernst Stavro Blofeld, il numero 1 di SPECTRE.
Blofeld è il cattivo per eccellenza, desidera il dominio del mondo ed è l’arcinemesi di James Bond, sia in veste di agente segreto che su un piano più personale (SPOILER: è Blofeld che guida l’auto dalla quale Irma Bunt ucciderà la moglie di Bond, in “Al Servizio Segreto di Sua Maestà”).

Compare in tre romanzi (“Thunderball – Operazione Tuono”, “Al Servizio Segreto di Sua Maestà”, “Si Vive Solo Due Volte”) e in sette film: in particolare in “Dalla Russia con Amore”  e “Thunderball” non vediamo mai il volto dell’attore, poiché Blofeld rimane un’antagonista dietro le quinte, lasciando l’onore del confronto diretto con Bond ai suoi subordinati. In entrambi questi film, il cattivo ha il corpo di Anthony Dawson e la voce di Eric Pohlmann.

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Quindi, che aspetto ha Blofeld? Nei libri, il personaggio ricorre alla chirurgia plastica per mantenere l’anonimato, il che spiega anche il fatto che negli altri film in cui compare integralmente viene interpretato da attori differenti: c’è il più famoso Donald Pleasence in “Si Vive Solo Due Volte”, il villain calvo e sfoggia la famosa cicatrice sull’occhio (fattezze riprese dal grandissimo fan di 007 Mike Myers col suo Dr Evil in “Austin Powers” e più sottilmente evocate dal Le Chiffre di Mads MIkkelsen in “Casino Royale”), è sempre calvo ma privo di lobi alle orecchie in “Al Servizio Segreto di Sua Maestà” (Telly Savalas); ha di nuovo i lobi e anche molti capelli con Charles Gray in “Una Cascata di Diamanti”; in “Solo Per I Tuoi Occhi”, invece, lo vediamo su una sedia a rotelle, e senza nome, per via di una spinosa questione legale sui diritti di proprietà intellettuale scaturiti da “Thunderball”. Infine, ha il volto di un barbuto Max Von Sidow in “Mai Dire Mai” (il Bond spurio, di cui diremo brevemente).

Donald Pleasence - Blofeld

Donald Pleasence – Blofeld

Altre curiosità:

Jan Werich - Screentest per Blofeld

Jan Werich – Screentest per Blofeld

    • Ian Fleming trasse ispirazione per il nome di Blofeld da un suo compagno di studi ad Eton, Thomas Blofeld.
    • Nei titoli di coda di  “Dalla Russia Con Amore”, accanto a “Blofeld” (ancora non si menzionano i nomi di battesimo) non leggiamo altro che un punto interrogativo. La produzione ancora non aveva deciso chi avrebbe interpretato il personaggio,
  • in “Si Vive Solo Due Volte” il produttore Harry Saltzman aveva scelto l’attore ceco Jan Werich. Appena giunto sul set, però, l’altro produttore (Albert R. “Cubby” Broccoli) e il regista Lewis Gilbert non lo trovarono convincente (“scarso, benevolo Babbo Natale”),e dopo qualche giorno di riprese lo sostituirono con Pleasence, regalandoci il Bond Villain per antonomasia.
  • Durante la stesura dei romanzi Fleming inventò la SPECTRE perchè credeva che la Guerra Fredda sarebbe finita in pochi anni, e far combattere Bond contro i Russi sarebbe risultato anacronistico… c’è voluto più tempo del previsto, ma ora quell’escamotage risulta utilissimo agli sceneggiatori!

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Abbiamo menzionato un contenzioso sui diritti di proprietà intellettuale e un Bond spurio: infatti Fleming concepì una storia insieme a McCloryin cui venivano tracciati i profili della fittizia organizzazione criminale e del suo Numero 1, ma quella storia non vide mai la luce del sole. In seguito Broccoli e Saltzman (ovvero la EON production), avendo ormai fatto di 007 un successo planetario, volevano portare al cinema un altro romanzo che Fleming aveva scritto ricalcando la trama pensata da McClory, “Thunderball”.

I due produttori dovettero ingoiare il rospo e permettere a McClory di lavorare con loro al film, ma non fu abbastanza. Questi diede inizio ad un tortuoso procedimento giudiziario, che avrebbe coinvoltola famiglia Broccoli (e per unc ertoperiodo anche Saltzman) per 50 anni, con conseguenze importanti anche nella vita cinematografica di Bond: non fu più possibile utilizzare il nome di Blofeld o menzionare la SPECTRE per anni.

L’eccezione fu proprio “Mai Dire Mai”, il film prodotto da McClory e non dal duo storico, in cui Sean Connery tornò per l’ultima volta a vestire i panni dell’agente segreto. Connery aveva notoriamente detto che “mai e poi mai” sarebbe tornato sul set di Bond, lasciato anche perché ormai tra lui e Broccoli correva cattivo sangue… il titolo di questo film fu un’ironica frecciatina alla compagine della EON.

Barbara Broccoli e Michael G Wilson alla premiere londinese di SPECTRE

Barbara Broccoli e Michael G Wilson alla premiere londinese di SPECTRE

Ma la casa di produzione non si diede per vinta: anche se per colpa di questo embargo i capi attuali della EON Productions, Barbara Broccoli e Michael G Wilson, al momento di procedere col delicatissimo reboot della serie non potevano direttamente menzionare l’organizzazione criminale che tutti conoscevamo, seminarono comunque indizi che speravano un giorno di poter riutilizzare.

Solo nel 2013 Barbara Broccoli e Michael G Wilson hanno messo la parola fine a questa annosa questione legale, entrando in possesso anche degli ultimissimi diritti che erano rimasti in mano agli eredi di McClory. 


Che questo significhi che stiamo per rivedere Blofeld? La risposta è al cinema,a  partire da giovedì 5 novembre.

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