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10 brani presentati al Festival di Sanremo 2018 che (forse) non ricorderai

Ormai ci siamo. Questa sera si spalancheranno le porte del Teatro Ariston di Sanremo e, in rigorosa e tradizionale eurovisione, Claudio Baglioni, Pierfrancesco Favino e Michelle Hunzicher daranno il via alla settantottesima edizione del Festival della canzone italiana. Ogni Festival è una storia a sè. Ci sono state delle annate meravigliose, piene di brani memorabili come anche edizioni disastrose pregne di trash e di cattivo gusto. Eppure, anno dopo anno, a prescindere dalle polemiche di turno e dalle conduzioni, molti artisti hanno calcato il palcoscenico più importante italiano presentando brani coraggiosi, emozionanti, struggenti, irresistibili, senza però riuscire a conquistare il grande pubblico, talvolta anche per puro snobismo.

Loudvision vi propone dieci canzoni che, per un motivo e per un altro, non hanno avuto il giusto riconoscimento da parte del pubblico.

Botero,Siamo Treni (2002)

Siamo nel 2002, edizione condotta da Pippo Baudo con Manuela Arcuri e Vittoria Belvedere. A vincere la categoria delle “nuove proposte”  troviamo una giovanissima Anna Tatangelo, ancora senza Gigi e con le sopraciglia importanti; tra gli altri concorrenti loro, i Botero. tre pazzi: Due voci e una violoncellista con tanto di parruccone. Il trio milanese, ottavo classificato, presentò all’Ariston un brano davvero interessante in cui, attraverso la metafora del treno, si descriveva la condizione alienante del lavoro. Elena Cataneo, Nessuno Può Fermare Questo Tempo (1999)

Prima conduzione assoluta per Fabio Fazio, accompagnato da una meravigliosa Letitia Casta (e anche dal premio Nobel Renato Dulbecco, ma questo non se lo ricorda nessuno). Alex Britti, dopo il tormentone estivo “Solo una volta ( o tutta la vita)” trionfa nella categoria “nuove proposte” con “Oggi sono io”, uno dei suoi pezzi più riusciti tanto da essere interpretato anche da Mina qualche anno dopo. Undicesima classificata, una bravissima soul girl, Elena Cataneo, porta sul palco un brano dalle sonorità Soul/Hip Hop, supportata da un Mc ad oggi sconosciuto, tale Callà. Altro che Baby K. Nada, Luna In Piena (2007)

Siamo vicini all’ultima conduzione festivaliera di Pippo Baudo, quell’anno accompagnato dalla svizzera Michelle Hunziker (che ritroveremo al fianco di Baglioni e Favino quest’anno) . Tra i “big” si impone Simone Cristicchi con “Ti regalerò una rosa”. Nada Malanima torna all’Ariston dopo ben 8 anni con un pezzo intenso, tenebroso, martellante, in cui racconta il tormento e la carica passionale che si cela dietro la timidezza. Un vero e proprio capolavoro. Deon Deon Deon Deon Deon Deon Deon. Alice, Il Giorno Dell’Indipendenza (2000)

Seconda conduzione di seguito per Fabio Fazio dopo il boom di ascolti del 1999, supportato dalla bellissima Ines Sastre, Teo Teocoli e Luciano Pavarotti. Forse una delle edizioni più belle degli ultimi 20 anni( presenti, tra gli altri, brani celebri come “tutti i miei sbagli” dei Subsonica,” Il timido ubriaco” di Gazzè, “Replay” di Samuele Bersani, “la tua ragazza sempre” di Irene Grandi).La Piccola Orchestra Avion Travel conquistò la vittoria (grazie alla giuria di qualità) con “Sentimento”. Alice (presente quest’anno al Festival nellla serata dei duetti al fianco di Ron), per ragioni puramente discografiche decise di partecipare al festival, regalandoci questa perla. Nino D’Angelo, ‘A storia ‘E Nisciuno (2003)

Siamo nel 2003, l’edizione è capitanata da Pippo Baudo, Claudia Gerini e Serena Autieri. A trionfare è Alexia con la ballata gospel “Per dire di no”. Nino D’Angelo, molto presente al Festival tra fine anni 90 e inizi 2000, anticipa i tempi di “Gomorra” con un brano struggente: un vero e proprio dialogo a voce sola tra un camorrista e la propria coscienza. Un monologo interiore da brividi. Matia Bazar, Souvenir (1985)

Facciamo un balzo nei favolosi Anni Ottanta con il  Pippo Nazionale alla guida del festival. il 1985 è l’anno della vittoria telefonatissima dei Ricchi e Poveri con il brano “Se m’innamoro”, diventato poi un classico. Secondo classificato Louis Miguel con Noi ragazzi di oggi, inno generazionale 80’s. I Matia Bazar,decimi classificati, presentarono “Souvenir”, pezzo dalle sonorità sintetiche attualissime. Impossibile stare fermi, specie quando parte il ritornello. Chanson D’Amour. Riccardo Sinigallia, Prima Di Andare Via (2014) https://www.dailymotion.com/video/x1ctb13
Fabio Fazio e Lucianina Littizzetto sono alla loro seconda (e contestata) conduzione consecutiva dopo il 2013. Arisa, vicinissima alla vittoria già due anni prima con “La notte”, trionfa con “Controvento”, uno dei brani meno convincenti del suo repertorio. Riccardo Sinigallia, alla sua prima partecipazione da solista dopo aver calcato con i Tiromancino il palco nel 2000 con “Strade”, viene squalificato per aver già cantato il pezzo davanti a un  pubblico mesi prima del festival .La canzone  è meravigliosa, di gran lunga la migliore di quell’anno (e anche di molti altri). Patty Pravo, Pigramente Signora (1987)

“Si può dare di più”, storico brano del trio Tozzi-Ruggeri-Morandi, si aggiudica il primo posto dell’edizione numero trentasette del festival, condotto come al solito da Pippo Baudo. Patty Pravo, in rigoroso Playback come era usanza ai tempi, trasmette eleganza e carica erotica con “Pigramente signora”. Classe e bellezza da vendere che, con il passare del tempo, nonostante gli ovvi acciacchi di età, non ha mai abbandonato la ragazza del Piper. Michele Zarrillo, L’Alfabeto Degli Amanti feat Tiziano Ferro (2007)

Le partecipazioni al festival del cantautore romano sono sempre state memorabili: da la notte dei pensieri (1987) a l’acrobata (2001) passando per cinque giorni (1994) e l’elefante e la farfalla (1996). Nel 2006, anno della disastrosa conduzione targata Giorgio Panariello e Victoria Cabello ( capolavoro del trash il momento in cui la ex Vj di Mtv si fa massaggiare i piedi da John Travolta), Zarrillo presenta l’alfabeto degli amanti. Spendida canzone, specie nella versione con Tiziano Ferro, sicuramente l’esibizione più bella di quando sono stati introdotti i duetti.

Anna Oxa, Processo A Me Stessa (2006)

Stesso anno del brano di Zarrillo. Curioso come un’annata davvero poco ricordata per via dei bassi ascolti abbia regalato grandi canzoni, compreso lo splendido debutto dei Deasonika con “Non dimentico più”. Il festival del 2006 è rimasto nella storia, insieme a quello del 2004 targato Simona Ventura per la sua particolare bruttezza (la vittoria di “Vorrei avere il becco” di Povia e il secondo posto di “Essere una donna” di Anna Tatangelo sono la dimostrazione tangibile). Tuttavia “Processo a me stessa” di Anna Oxa rimane il brano più interessante ascoltato all’Ariston da 30 anni a questa parte. La cantante albanese fu letteralmente massacrata dai media a causa del suo atteggiamento decisamente scontroso e non convenzionale: la Oxa infatti non rilasciò alcuna intervista, non posò insieme gli altri concorrenti per la classica copertina di “Sorrisi e Canzoni TV”, non pubblicò il testo in anteprima, non fece partecipare nessun giornalista alle prove generali e, soprattutto, non rispettò il limite di esibizione di 3:30 sforando di quasi un minuto mandando su tutte le furie i dirigenti RAI. Un disastro che le comportò l’ovvia eliminazione con il tel capolavoroevoto. In pochissimi all’epoca però capirono l’intensità, la sacralità, la teatralità di questo capolavoro firmato da Pasquale Panellla. Immenso.

Garbo, Radioclima (1984)

“il rappresentante della New Wave come si dice oggi”. Così il grande Pippo nazionale ha presentato nel 1984 durante la prima serata Garbo, uno dei grandissimi esponenti del movimento musicale anni 80 italiano. Timbro inconfondibile ed effetto scenografico all’avanguardia per i tempi. Spesso ci perdiamo in paragoni stravaganti, mettendo a confronto artisti nostrani con quelli stranieri più celebri. Garbo è la prova tangibile di come si può attingere a una corrente musicale mantenendo intatto il proprio stile. Look e carisma da vendere. Ma chi trionfò quell’anno? La risposta è semplice: due cantanti
che da qualche anno ormai sono tornati in auge con una reunion, ovvero Albano e Romina Power con la celeberrima “Ci sarà”.

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