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Top Ten, i 10 Momenti Cult del 2013

Il 2013 è stato l’anno in cui certe parole come “fandom”, “cumbersass”, “hiddlestoner” sono entrate a far parte del lessico comune dei cibernauti cinefili del mondo. Alcuni eventi cult immortalati da video sono diventati virali nel giro di ore, o prontamente trasformati in miliardi di gif che rimbalzavano da un social network all’altro.

Abbiamo selezionati alcuni momenti cult dell’anno appena trascorso – a cura di Elisa G. e Angelica Vianello:

L’improvvisata di Loki al Comic Con

Il terribile Loki irrompe sul palco, durante l’introduzione dell’evento Marvel a San Diego: blackout, sorpresa del pubblico, e nel buio una voce «Umanità… guarda quanto in basso sei caduta». La pervasività delle fan hiddlestoniane ha rischiato di mettere in ombra un altro momento shock delle già tradizionalmente turbolente presentazioni Marvel, ovvero quando Karen Gillian ha mostrato gli “effetti collaterali” della sua interpretazione di Nebula nel film “Guardians of the Galaxy”.

L’aggraziato capitombolo di Jennifer Lawrence agli Oscar

Jean Dujardin sul palco: «And the Oscàr goes to…» La bellissima Jennifer si alza, raggiunge i gradini radiosa ma poi si accascia un solo istante, sussultando in quel meraviglioso abito Dior, incredula della propria goffaggine. Il giorno dopo il web proliferava di meme che paragonavano l’attrice a una principessa Disney ma niente paura, la fanciulla più amata di Hollywood si è prontamente rialzata, anche prima che il Principe Jackman potesse prestarle soccorso.

Djesus Uncrossed, un tributo tarantiniano dal Saturday Night Live

Familiarmente conosciuto come SNL, questo spettacolo televisivo è ormai da decenni il banco di prova dei migliori comici dello showbusiness statunitense. Lo scorso febbraio Christoph Waltz ha presentato quello che forse è risultato il miglior episodio della stagione, il cui highlight è stato questo finto trailer/cortometraggio, a coronare la trilogia dei “revenge fantasy” di Tarantino, dove l’H di Christ “è muta”.

Kristen Wiig, Chris O’Dowd e Steve Carrel al Graham Norton Show

Il Graham Norton Show è uno dei talk show comici più brillanti di questi anni, il suo esuberante presentatore riesce a rendere effervescente anche il più difficile assortimento di ospiti, ma il giorno in cui su quel divano rosso si sono seduti Wiig, O’Dowd e Carell, la puntata ha preso vita propria, complice una mosca che dopo molto vagare è riuscita ad introdursi addirittura nel drink di O’Dowd.

Daniel Radcliffe assaltato dalla folla a Venezia

Uno degli eventi che quest’anno al Lido hanno fatto più sensazione è stato l’arrivo di Daniel Radcliffe, che mai, nei suoi anni da Harry Potter, aveva promosso un film dell’omonima saga nel nostro Paese. L’adorazione dei suoi seguaci deve essere cresciuta lungo tutto questo tempo, insoddisfatta da tanta esasperata attesa.

A diventare virale stavolta non è stato un video, ma il bellissimo profilo dell’attore scritto da Susan Dominus per il New York Times Magazine, in cui si menziona anche l’assalto alla toilette da parte di orde di ragazzine infervorate.

Ed ecco una delle numerose testimonianze amatoriali dell’assalto dei fan di Radcliffe, con tanto di reportage giornalistico del momento toilette di un antologico Vincenzo Mollica.

Stephen Colbert e la parodia di “Get Lucky”

Colbert, altro grande nome della televisione statunitense, gestisce in maniera brillante una situazione alquanto fastidiosa: i Daft Punk, notoriamente restii ad esibizioni televisive, ritirano il consenso dato per la trasmissione, lasciando il presentatore con un buco nella programmazione, quasi all’ultimo minuto. Ma il potenziale disastro diventa lo spunto per una parodia del tormentone musicale: al momento di introdurre gli ospiti, si fa avanti Ashton Kutcher, latore della brutta notizia; indignato, il presentatore si lancia in una danza sulle note di “Get Lucky”, che ben presto coinvolge nomi illustri (c’è anche Brian Cranston che balla sui pattini a rotelle).

Il Chewbecca di Cumberbatch

Uno dei beniamini della rete del 2013, e nome onnipresente in ogni grande evento legato al cinema, è Benedict Cumberbatch. Non è esagerato dire che ogni singola apparizione, intervista, interazione coi fan o scatto rubato siano diventati oggetto di un’attenzione quasi maniacale. I nomignoli non si contano più, così come i motivi per unirsi alla moltitudine di ammiratori (o detrattori, per carità), ma considerando che c’è una voglia fortissima (anche la sua) di credere alle voci che lo danno per scritturato nel settimo capitolo di Star Wars, scegliamo di farvi vedere l’incontro tra Khan/Assange/Smaug/etc. e il suo idolo Harrison Ford, che rimane piuttosto impressionato dall’abile imitazione del verso di Chewbecca by Sherlock.

L’esternazione misogina di Martin Freeman

Proprio alla vigilia della tanto attesa terza stagione di “SHERLOCK”, la serie BCC che ha lanciato Cumberbatch e Freeman a livello globale, il John Watson televisivo e giovane Bilbo Baggins scivola su un’affermazione tra una battuta sullo stupro e quello che suonava più o meno come «beh, dicono che quando una collassa per il troppo alcool e uno ne approfitta è “uno stupro”…mentre dai, l’alcool aiuta». In realtà non è che l’ultima di una serie di affermazioni quantomeno discutibili dell’attore, ma stavolta internet ha letteralmente ruggito.

La dura vita di Adèle

Dalla vittoria a Cannes 2013, la strada per i francesi verso almeno un Oscar (quello come miglior film in lingua straniera) sembrava spianata. Dimostrando di essere i nostri cugini di primo grado, i francesi si stanno da allora cimentando con successo in una gara volta a minare ogni loro possibilità. Prima snobbano l’Oscar internazionale non candidando il film, perché loro puntano agli Oscar seri e quella statuetta non se la fila nessuno negli Stati Uniti. Il resto del mondo cinematografico non la prende benissimo ma questo è niente rispetto al pubblico stracciar di vesti e pesci in faccia che si è consumato su ogni possibile media (tv, carta stampata, internet) tra l’attrice Léa Seydoux e il regista Abdellatif Kechiche. Seydoux ha accusato Kechiche di aver invaso l’intimità delle protagoniste, aumentando sempre più la portata delle richieste perché non sapeva nemmeno lui dove andare a parare sul versante sessuale della vicenda. Kechiche l’ha presa così bene da sputtanarla più e più volte, sottolineando sadicamente come lei l’avrebbe implorato in ginocchio di darle la parte. Paolo Sorrentino e Toni Servillo ringraziano, noi continuiamo a goderci lo spettacolo, in attesa che vengano alle mani.

La sparata obbligata su Zalone

In chiusura, la posizione di casa nostra. Che “Sole a catinelle” sarebbe stato un successo salvifico per gli esercenti italiani era così chiaro che la discussione, il dibattito e la polemica sono cominciati prima che il film arrivasse nelle sale. Dai barbagianni dei giornali più vetusti ai blog dei cinefili brufolosi fino al bancone del baretto sottocasa, tutti hanno detto la loro sugli incassi di Zalone. Più o meno dall’annuncio del numero di copie straordinario per l’esordio, quindi ben prima di conoscere i dati del fine settimana. Spesso senza avere la minima idea dei numeri dello stesso, di quali cifre significhino cosa. Quanto ha fatto, è tanto, non è tanto quanto si pensava, il precedente era andato meglio, no aspetta, record! A parlare più di tutto è stato il silenzio soddisfatto dei gestori di sala.

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