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13° Far East Film Festival di Udine: Morti e noodle

Sul pass che consegnano al FEFF – Far East Film Festival per gli accrediti dei giornalisti c’è scritto MEDIA. Sarebbe LOAL correggerlo con MEDIUM ma poi si rischia che non ti fanno entrare in sala a vedere i film, per cui è meglio lasciar perdere.

Come è meglio lasciar perdere cercare di trovare una critica positiva convincente per il chiacchieratissimo e attesissimo corto girato con l’iPhone dai fratelli Park, che si firmano PARKing CHANce: bel nome, bravi. Tuttavia, NO CHANCE per il film. C’è da dire che in 33′ sono riusciti a condensare un sacco di cose random: lo spassoso hobby della pesca notturna, la morte, gruppi post-punk coreani con cappelli improbabili, sciamani posseduti dai morti, pesci crudi fatti a pezzi, fantasmi con gli ami nelle labbra.
Come si fa a fare pace con la Corea nonostante questa “video arte” poco convincente? Gli organizzatori del FEFF pensano anche a questo: basta fare un giretto notturno fra le bancarelle del grazioso mercatino di prodotti asiatici allestito in centro città, comprare delle patatine coreane al gusto di anelli di cipolla, del croccante al sesamo e perché no? del buon succo di cocco. Disgustoso? Ecco, ricorda intensamente “Night Fishing“, solo più dolce.

A proposito di patatine! Adesso vi parleremo dell’ARMAGEDDON, che è sinonimo di “Bedevilled“, thrillerone del coreano Jang Cheol-soo. Fino a metà film si è convinti che la protagonista principale sia la “figa di legno” Hae-won, nata in un’isoletta coreana e naturalizzata impiegata di banca a Seoul.
Isterica e frigida, viene caldamente invitata dal suo capo a farsi una vacanza, per cui Hae-won torna a Mundo dall’amica di infanzia Bok-nam, che è costretta a subire soprusi e violenze dal marito e dai parenti di lui e spera che l’arrivo dell’amica possa significare la sua salvezza, ovvero la fuga con la figlioletta verso Seoul. Invece no: Hae-won rimane stronza fino alla fine e Bok-nam diventa la protagonista. Il marito le uccide la figlia ma tutti fanno ricadere la colpa su Bok-nam che subisce tutto senza ribellarsi.
Finché, in un caldo ed afoso pomeriggio passato a raccogliere patate piccoline con le altre donne di Mundo, Bok-nam fissa il sole e prende una falce in mano: “I stared at the sun and it spoke to me”. E cosa le ha detto il sole?
DI AMMAZZARE TUTTI. Bok-nam uccide TUTTI a suon di falciate. Sgozza, ferisce, dilania, taglia. Il pubblico applaude calorosamente ad ogni colpo. Purtroppo però non riesce ad uccidere tutti tutti. Nota dolentissima del film: l’unica a sopravvivere è la secca bancaria, per cui si esce dalla sala arrabbiati e dispiaciuti. Poteva andare molto meglio.

Non poche sono state le note dolenti di questo festival. Probabilmente le aspettative erano altissime da parte di molti e tante sono state le proiezioni che ci hanno lasciati con la faccia stropicciata. “Villain“, film giapponese pluri-premiato in patria e all’estero sa di lacrime forzate e di stereotipi e pregiudizi sempre di gran moda; “Cyrano Agency“, commediola romantica made in Korea si sputtana tantissimo nella seconda metà, nonostante un prologo brillante. Il film da qui prende una piega troppo sdolcinata e perfino patetica, tralasciando la vena ironica della prima parte.

Tuttavia sarebbe ingiusto elencare solo i film non troppo riusciti, anche perché sarebbe stato impossibile vedere 9 giorni di film fighissimi da strapparsi il cuore, per cui è il caso di passare in breve rassegna i titoli che meritano di essere visti o rivisti: “The Man From Nowhere“, ad esempio, action thriller coreano talmente di genere che la trama rispecchia esattamente ciò che ti aspetti da un action thriller coreano blockbusterissimo.
Per non parlare di “Confessions” di Nakashima Tetsuya, filmone da leccarsi i baffi, che trascende – finalmente! – le categorie di genere e propone una bella vendetta tutta psicologica ma per nulla banale e scontata: si aggiudica a buon diritto il premio “Black Dragon” al FEFF. [PAGEBREAK]

Buddha Mountain“, “Aftershock” e “The Piano In A Factory “sono i tre film cinesi che più meritano di essere ricordati. Ricostruzione potrebbe essere la parola che li caratterizza tutti: nel primo, tre amici indivisibili ed apparentemente senza passato cercano di dar forma al loro futuro, promettendosi tacitamente di non lasciarsi mai; intorno a loro, anche Chengdu cerca di riemergere dalla catastofe.

Senza essere petulante e troppo strappalacrime, il regista Feng Xiaogang indaga nel secondo titolo sulle conseguenze emotive individuali e collettive che il terremoto di Tangshan del ’76 ha prodotto, soffermandosi non solo sui drammi psicologici ed interiori permanenti che un disastro simile può causare, ma anche sui tentativi di ricostruire se stessi.

Infine, “The Piano” mostra i sogni di un padre che tenta il tutto per tutto pur di vedere la felicità di sua figlia. Separato, squattrinato ma con un grande amore per la musica vuole regalare alla bambina un pianoforte, pur non potendo permetterselo. Chiede allora aiuto a vari amici e, grazie ad un libro in russo con
le istruzioni per costruire un pianoforte fai-da-te, realizza il sogno suo e della piccola. E chi se lo aspettava che perfino i cinesi poveri avessero dei sogni!

Ma evitiamo i melodrammi e avviamoci verso la conclusione di questa rubrica lunghissima, che probabilmente nessuno starà leggendo. É impossibile parlare di tutte le cose importanti successe in questi 9 giorni ad Udine, per cui parliamo di quelle inutili.
Innanzitutto, un ringraziamento speciale va alla traduttrice coreano-italiano dai lineamenti tutti asiatici e dalla pronuncia toscanissima: “sicché” la sua parola preferita e anche la nostra. Fra le personalità sconosciute che hanno conquistato i nostri cuori, Quark Henares, regista e cantante filippino sempre sorridente, entusiasta e dal faccino pacioccone.
Infine, il Premio della Giuria va al piatto unico “pollo in salsa teriyaki con noodle” del mitico ristorante “The Asian Wok” che credo abbia sfamato tutti gli occidentali presenti al festival. Gli ospiti asiatici andavano a mangiarsi la pizza, ovviamente.

Ciao Udine, ci vediamo l’anno prossimo!

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