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  • 16: Bridges To Burn

    16

    Data di uscita: 26-01-2009

    Loudvision:
    Lettori:

Phil Anselmo is my co-pilot

Ci sono gruppi che nascono per restare nell’ombra, per sguazzare in una spesso dignitosa mediocrità, che pur producendo il massimo sforzo non arrivano mai a toccare alcuna vetta, al massimo a sfiorarla con la punta delle unghie tenute lunghe apposta.
I 16 appartengono a questa categoria. Il loro apice l’hanno toccato, probabilmente, con “Zoloft Smile”, che pur essendo un disco rispettabile e anche godibile non valeva una singola nota suonata da EYEHATEGOD o Down – solo per dirne due.

Ora tornano con “Bridges To Burn”, fuori per, indovinate un po’?, Relapse, che sembra sempre più aver perso la vena di un tempo, limitandosi a qualche bracciata ogni tanto per non andare a fondo.
Esattamente quello che accade ai 16, che scrivono il solito bel compitino sludge, puntando molto sull’impatto e la mazzata in faccia piuttosto che sul marciume delle atmosfere. Scrivendo così un disco pieno di stop ‘n’ go, chitarre taglienti, accelerazioni quasi thrash e i soliti, tipici urlacci.

Peccato che, nell’ordine: 1) gli urlacci siano anonimi come quel tizio di cui non ricordo il nome, 2) le chitarre non spacchino neanche un po’ ma assomiglino piuttosto a una versione spompa di quelle dei Pantera periodo “The Great Southern Trendkill”, 3) niente di quello che accade in questo disco riesco in alcun modo a fare male, né al cervello né alle orecchie né al cuore.
E un disco sludge che lascia freddi è come un buco del culo sul gomito: perfettamente inutile.

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