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  • 2 a.m.: The End. The Start

    2 a.m.

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L’inizio di una bella amicizia (CIT.)

A cominciare dall’inizio sono due tali che si chiamano entrambi Andrea e hanno dato vita al loro progetto a Senigallia nell’estate 2010. Si potrebbe dire «nella calda estate», ma che ne sai, magari quel giorno d’estate, il giorno in cui i 2 a.m. hanno deciso di formarsi, faceva freddo, magari non da giacca, ma da felpetto occasionale. A giudicare dalla loro musica si direbbe di sì.

Più che altro perché, fatta eccezione per le ballatine oasisiane centrali (“A New Day” e “Format ME”), i 2 a.m. guardano al brit-rock più introverso e lo declinano in direzione elettronica. C’è chi ha parlato di Ash e dei primi Coldplay, ma il primo paragone che i due Andrea marchigiani richiamano alla mente sono gli ahimè-sempre-dimenticati Electric Soft Parade.

La varietà è quasi sorprendente. Si passa da un inizio soft-rock distorto a una parte centrale acustica al vero gran finale (7 minuti di brano per “You’re More (Than Who You’re Told To Be)”, che in verità è il penultimo pezzo) al ritorno alla ballata per la conclusione. I pezzi non folgorano quanto a originalità o innovazione, ma riescono a intrattenere e, al riascolto, non stancano mai. E poi, diamine, questo è il loro primo EP. Diamogli tempo.

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