Monthly Archives: giugno 2008

The Indelicates: American Demo

Dell’arte di non essere pacchiani O anche: del riempire il vuoto lasciato dai Dresden Dolls con l’ultimo, mediocre “No, Virginia”. Ma se preferite: del dimostrare che gli Arcade Fire stanno facendo scuola, se è vero che “American Demo” è pop ...

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Every breath you take

Terza e conclusiva giornata dell’Heineken Jammin Festival, fino a qui trionfante nella cornice veneziana, diretto da un’organizzazione esemplare grazie alla quale non si sono mai verificati incidenti o ritardi in scaletta. E gratificato da un meteo che si fa perdonare ...

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Judas Priest: Nostradamus

Meglio tardi che mai Il Boston Phoenix comincia, e virtualmente conclude, la sua recensione di “Nostradamus” soffermandosi sul fatto che si tratta del primo album Judas Priest in cui non ci si trova a pensare “Wow, how could I have ...

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Mark Stewart: Edit

Livin’ is politics, noise-shouts and parties Caso controverso di innalzamento mediatico non effettivamente seguito da una insistita scoperta musicale da parte dei kid, Mark Stewart è sempre stato preso nella nomea di visionario folle e un po’ fuori dal mondo. ...

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Funny Games (U.S.)

Il male È un film che fa riflettere, “Funny Games”. Difficile parlare puramente su un piano critico, perché è un film che innesca la prospettiva del personale. Ed infatti, detto in tutta franchezza, non ho potuto fare a meno di ...

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CSS: Donkey

New Rave, New What? Se è vero che il primo album omonimo dei Cansei de Ser Sexy era una mezza fuffa, ma con il pregio di contenere un paio di buoni singoli, di questo “Donkey” viene solo da dir male, ...

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The Hormonauts: Spanish Omelette

Il vecchio incontra il nuovo e gli dice… …”Sai che stiamo proprio bene insieme?” Di “Spanish Omelette” hanno raccontato tutti le stesse cose, ossia che esce in un formato davvero particolare. Noi vi risparmiamo le parole e vi rimandiamo all’esplicativa ...

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Klimt 1918: Just In Case We’ll Never Meet Again

Le due porte dell’universo Così dovrebbe intitolarsi questa recensione, che poi recensione in senso stretto non è. Perché descrivere il nuovo lavoro dei Klimt 1918 è praticamente impossibile, o almeno lo diventa secondo gli schemi tipici della descrizione tecnico-specialistica. “Just ...

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Una dichiarazione d’intenti

CARLO VANZINA: Se si offre qualcosa su cui pensare un po', magari il pubblico esce dal cinema e non pensa di aver visto una boiata.

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