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28 anni di underground

Quest’anno i Melvins tornano ad esibirsi in Italia con 3 date: a Roma, a Bologna e a Mezzago (Mi).
In questa sede vogliamo parlarvi proprio della data milanese che ha visto la band originaria di Montesano (Washington) calcare lo storico palco del Bloom di Mezzago.
I biglietti per questa data sono andati a ruba e nel tardo pomeriggio, sul sito del Bloom, è apparsa la notizia del raggiunto “sold out” e l’invito ad abbandonare ogni speranza di acquisto in loco, invito evidentemente non raccolto dalle numerose persone che si sono presentate all’ingresso sprovviste di biglietto. Qualche polemica da parte di chi sostiene che l’avviso di sold out non sia stato sufficientemente pubblicizzato.

La sala effettivamente è piena, si fa quasi fatica a entrarvi. Poco dopo le undici il quartetto sale sul palco capitanato dall’eclettico chitarrista e cantante Buzz Osborne, che questa sera sfoggia una sorta di sciarpone multicolore.
Un buon lavoro da parte dei tecnici audio garantisce la possibilità di gustarsi a pieno tutta la potenza del sound della band, di per sé già molto saturo.
Buzz e Jared sono in ottima forma, suonano e si alternano ai microfoni arricchendo le voci con quella caratterizzazione, quasi da parodia teatrale, espressione dell’ironia del gruppo.
I batteristi Dale e Coady sono due macchine da guerra: esplosivi, perfettamente sincronizzati e instancabili. Non si concedono neanche i pochi minuti di pausa verso la fine del concerto. Mentre chitarra e basso scendono dal palco il duo alle pelli si prende tutta la scena esibendosi in diversi assoli.
Zero interazione con il pubblico; la band suona un brano dopo l’altro senza interruzioni e senza quasi accorgersi della folla urlante. Dopo oltre venti anni di attività, un po’ di distacco si può concedere.
Passata da mezz’ora la mezzanotte, il concerto volge al termine. I Melvins salutano e se ne vanno senza troppe cerimonie.
Un ottimo concerto che testimonia la vitalità di una band che, pur rimanendo sempre fuori dal ricco (economicamente) mainstream, senza far parlare troppo di sé, continua imperterrita la sua lunga carriera. A quasi trent’anni dalla loro formazione e dopo più di quaranta dischi pubblicati, li troviamo ancora qui, a riempire i locali, dimostrando integrità e longevità sempre più rare nel mondo della musica.

Lysol
The Water Glass
Evil New War God
Amazon
The Talking Horse
It’s Shoved
Lizzy
The Kicking Machine
Billy Fish
Up The Dumper
Electric Flower
Queen
At the Stake
Copache
Encore
Spread Eagle Beagle
A History of Bad Men
Ligature
The Bit
Shevil

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