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30 anni di Akira: solo per oggi al cinema il capolavoro di Ōtomo con un nuovo doppiaggio

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In occasione del 30esimo anniversario di “Akira”, Nexo e Dynit riportano in sala il capolavoro di Katsuhiro Ōtomo, con un nuovo doppiaggio e solo per un giorno.   

In questi 30 anni il film dell’autore giapponese non ha mai smesso di ispirare gli artisti e permeare profodamente la cultura popolare. Se avete esultato per la presenza della moto di Kaneda in “Ready Player One“, ultima fatica di Steven Spielberg ancora nelle sale, allora sapete di cosa stiamo parlando. 

Tratto dall’omonima serie a fumetti dello stesso autore, “Akira” venne realizzato con un budget incredibile per l’epoca – circa 1.000.000.000 yen – e curato in ogni suo particolare da Ōtomo, che apportò diversi cambiamenti rispetto al manga, opera probabilmente più completa, complessa e densa del film animato.

Ciononostante, l’anime ha contribuito in maniera decisiva a rendere popolare l’animazione giapponese in Europa e negli Stati Uniti, diventando uno dei capisaldi dell’immaginario fantascientifico e cyberpunk.

Tappa fondamentale nello sviluppo tematico e stilistico del genere, ha influenzato profodamente film come – giusto per dare qualche titolo di una lista infinita – “Matrix”, ”Inception”, “Looper”, “Chronicle” e anche recenti serie di successo come “Stranger Things”, che vede negli Esper di “Akira” la maggior ispirazione per il personaggio di Eleven.

Figlio del cinema orientale quanto di quello occidentale, “Akira” fonde in un unica narrazione il cyberpunk giapponese con la fantascienza filosofica di “Blade Runner”, il body horror di David Cronenberg e la violenza dispotica di pellicole come “I guerrieri della notte”, passando per l’utilizzo dei classici topoi del cinema d’avventura per ragazzi anni ’80. 

Il risultato è un viaggio lisergico nella Neo-Tokyo iperviolenta del 2019,  sovraffollata e al collasso dopo il terzo conflitto mondiale, in cui bande di motociclisti adolescenti si scontrano per le strade della città. A capo di una di queste c’è il giovane Kaneda, che si trova coinvolto in un complotto governativo quando l’amico Tetsuo viene portato via da alcuni militari e sottoposto a strani esperimenti, mentre la città attende l’avvento del misterioso e leggendario Akira. 

Il nuovo adattamento è quanto mai atteso, considerando l’importanza storica dell’opera di Ōtomo e il trattamento che le era stato riservato ai tempi della trasposizione italiana del 1990, i cui dialoghi erano stato adattati non dal giapponese, ma da una versione americana che presentava evidenti errori e ne snaturava il significato, redendo alcuni passaggi incomprensibili. 

La nuova, necessaria, versione italiana di “Akira” si avvale della traduzione più accurata di Ruben Baita e dialoghi adattati da Lina Zargani, in grado di rendere molto più coerente la narrazione. Anche il doppiaggio, che si assesta per qualità sui tipici standard Dynit e fa il suo dovere senza brillare particolarmente, ha il pregio di servirsi di voci più giovani, più vicine alle età dei protagonisti. In particolare, ai piccoli Esper viene finalmente assegnata una voce da bambini, più in linea con quella della versione giapponese. 

Certo, soprattutto per chi non ha mai avuto occasione di vedere il film in lingua originale, sarà necessario superare l’iniziale sensazione di straniamento dovuto al cambiamento della pronuncia dei nomi dei protagonisti, così iconici e familiari. Tuttavia, in fondo, è solo questione di venire a patti con i ricordi, spesso mitizzati, del proprio passato. 

Personalmente, consiglio di approfittare di questa nuova uscita al cinema per vivere – o rivivere, nel caso lo abbiate già fatto nel 2013 – quella che considero una vera e propria esperienza sensoriale. Un allucinante viaggio attraverso le immagini, ma soprattutto i suoni, anche grazie ad una delle più straordinarie colonne sonore di tutti i tempi, composta da Shoji Yamashiro, che ti avvolge nel buio della sala.  

Per la lista delle sale che programmano “Akira”, vi rimando al sito Nexo Digital.

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