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60 minuti, una guerra

Se ti chiami Jared Leto ed esterni i tuoi sentimenti nelle canzoni, già nell’atto ti sei accattivato una fetta di pubblico.

Ciò che emerge prepotentemente da questo terzo album del gruppo co-gestito dal fratello-batterista Shannon Leto, dal fratello-attore-musicista Jared Leto e dal chitarrista Tomo Mili?evi?, è la superproduzione: con un’attenta mano di Mark Ellis aka Flood e di Steve Lillywhite, i brani dei 30 Seconds To Mars si fanno più lunghi, attenti al dettaglio, convoluti, epici.

Allontanandosi di poco dal terreno che le è congeniale (emo? Nu-metal? Post-grunge? Continuate voi), la band losangelina tenta un salto tra le braccia dei grandi nomi della musica: gli accenni elettronici à la Nine Inch Nails, il respiro apocalittico dei Muse, la lezione degli ultimi U2 (v. alla voce «gli U2 e gli steroidi»). Non è un caso che i produttori abbiano dimestichezza con almeno due di queste band. La voce di Jared Leto si fa meno melodica e più sussurrata, vendicativa, furente: non si capisce, in verità, se questo giovi alla musica – di certo, però, è aderente al concetto di guerra totale convogliato da tutto l’album.

Tutto bene? Tutto bene, ma ci sono alcuni punti deboli che contrastano eccessivamente con l’epicità roboante di “This Is War”: dove le linee di chitarra sono adeguate e varie e le tastiere raggiungono il proprio, atmosferico, scopo, la ritmica appare un po’ monotona e le rime, anche quando Leto si addentra in territori più violenti e carnali, si situano sempre al confine tra l’elementare e il pretestuoso.

Tutto il bene possibile per le strategie di interazione dei 30 Seconds To Mars. 2000 copertine diverse con foto di fan? Interessante. Monaci tibetani nell’ultima traccia del disco? Persino appropriato. Gruppi di fan che partecipano alla registrazione di “This Is War” intervenendo nei cori? Bello, bellissimo, partecipativo! Ma quando si giunge a fare i conti con la musica, soprattutto in questo ultimo caso, l’effetto è un incrocio tra “Happy Xmas (War Is Over)” e orecchie che sanguinano.

Pro

Contro

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