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  • 33ore: Quando Vieni

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Fuori da ogni orologio

Scegliere di render propria l’eredità di Battisti, fatta di parole ben scandite e di metafore che si susseguono, non è una decisone semplice. Ma il campo è tra i più affascinanti, e la lingua italiana calza a pennello sui ritmi lenti delle corde di chitarra appena sfiorate. Insomma, l’intenzione è delle migliori.

La premessa di cui parliamo è quella del lavoro di 33 Ore, progetto solista di Marcello Petruzzi che col suo “Quando Vieni” propone undici tracce rinchiuse in sensazioni ben dettate, come per parlare al più intransigente degli animi, alla più sorda emozione.

Malinconia, storie di amori che fuggono e sussulti di un’incomprensione sono i temi fondamentali di un’opera che sfoggia eleganza sin dal primo ascolto. Frutto di una già citata eredità del bel canto italiano, che stavolta suona con le parole del livornese Petruzzi.

Tim Buckley e Nick Drake, insieme a Robert Wyatt, sono i lampi che dall’alto illuminano il percorso che 33 Ore disegna con impeccabile precisione. Con la sicurezza del cantautore che alla parola affida anche la più tenue delle percezioni. Con l’imbarazzo dell’uomo che si arrende dinanzi alla musica, come una dea alla quale sacrificarsi.

Il tutto condito in un piatto di immagini fatte di disegni che parlano con le note, di visioni materializzate sulle corde di una chitarra che accompagna la voce narrante. E una voce narrante che diventa protagonista e muta in volto le espressioni secondo il cambio d’abito del momento. Dei piccoli fragilissimi film capaci di sconvolgere per la sorpresa di una verità o per l’amaro di una delusione.

“Quando Vieni”, il brano che dà il titolo all’album, è l’esplosione della quotidianità, in “Per Quando Mi Mancherai” il bisogno di appartenenza viene mascherato da preghiera e presentato in una sorta di rito sacro, con tanto di coro che risponde. L’intimità che si apre ad una forma superiore. Come una religione alla quale mancano inferno e paradiso.

“Diventi Nuvola” è un desiderio e “Gennaio” smette di essere uno dei dodici compagni. Tutto si fa personale, tutto appartiene all’animo e alle sue creature, sogni e paure comprese. Piccoli segreti detti a voce alta per prenderne coscienza e per digerire storie del comun vivere. Col garbo cantautoriale che l’Italia sembrava aver perso.
Un ottimo e confortante primo disco da solista.

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Contro

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