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3chevedono… la regina

E fu così che il 21 gennaio 2012 i 3chevedonoilrE lasciarono la loro Roma per andare a suonare a: Londra.
Come direbbero gli inglesi: are you serious? Certo che sì! Molte band lo sognano solamente, e poche fanno qualcosa perché questo sogno si realizzi. I 3chevedonoilrE lo hanno fatto.
Esportare un tipo di musica che ti guarda dritto negli occhi senza mai abbassare lo sguardo, ma con rispetto e senza troppi fronzoli, quale è la musica di questa band romana, significa esportare un pezzo di cultura italiana. E significa, anche, giocarsi la faccia sia in patria sia, in questo caso, all’estero. Una bella responsabilità, insomma.

Ma torniamo a noi. Sono circa le dieci di sera; dopo aver vagato per un po’ al freddo in cerca dello Zenith Bar, lo scoviamo: un piccolo pub nel quartiere di Islington. Entriamo e… qualcosa non ci quadra: sembra di essere a San Lorenzo, a Roma! Se fuori dal pub ci voleva un giubbetto pesante per ripararsi dal freddo, dentro l’atmosfera è già bella calda e si sta bene anche in t-shirt. Il locale è invaso da italiani – anzi, romani – che, giustamente, fanno quello che sanno fare meglio: caciara! Mentre i quattro ragazzi (sì, i 3chevedonoilrE sono quattro, rileggete per bene il nome…) sono già sul palco ad armeggiare con cavi e pedaliere.
In realtà vedere una band italiana cantare in italiano a Londra non è poi così strano; siamo nella città “dai mille pub” dove si fa musica live di tutti i tipi in tutte le lingue. E, difatti, il mix di artisti previsto dal cartellone è a dir poco “peculiar”: a precedere i 3chevedonoilrE i Black Vendetta (metal) e Susanna Catz (acoustic/rock).

Ma bando alle ciance, Rome is calling: la musica parte e le danze cominciano! E non è soltanto un modo di dire, perché ecco un gruppetto di ragazze che canta e improvvisa divertenti balletti, cornice perfetta allo spettacolo che i 3chevedonoilrE regalano dal palco: Zappis (voce, tastiere) si arrampica tra le note con maestria fino a raggiungere picchi vocali notevoli, scatenandosi contemporaneamente anche in passi e gesti e sguardi da vero showman; Hyper (chitarre, cori) pesta con precisione la pedaliera imprimendo alla chitarra ora un sound cristallino e nitido, ora un timbro più graffiante, che va a combinarsi perfettamente con la voce; Mr. Falda (basso, cori) pizzica le corde del suo Music Man Sting Ray creando una linea ritmica nitida e bella trascinante, ma fa anche sentire la sua voce in qualche canzone, come ad esempio durante la cover di “Ambarabàciccìcoccò” di Vasco Rossi (“Perché il partito, il partito!”); e, sullo sfondo, c’è Andrea Martella (batteria), che con le sue bacchette (magiche) fa da trait d’union al gruppo, scandendo con grinta e tanto sudore i ritmi e i tempi dei diversi brani, dirigendo in qualche modo anche noi pubblico!

Insomma. Tutto bellissimo. Dal sound, alla performance, all’audience.
Dopo quest’esperienza, siamo sicuri che i 3chevedonoilrE torneranno a intrattenerci in qualche altro pub fumoso dell’East End londinese. Anzi, perché fermarsi a Londra? Facciamo… in qualche altra città europea!

3 Che Vedono Il Re
Chi Ha Paura Del Gatto Nero?
L’Illogica Allegria
Rema Fino A Che Sei In Acqua
Una Strega
Piera
Ambarabàciccìcoccò
Troppo Lento
Festival
Carmelita
Auf Wiedersehen

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