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3D: il cinema in profondità: 3D a lenti polarizzate: da passato a presente

Gli anni ’60 e ’70, tra revival di proiezioni anaglifiche e l’evoluzione della stereoscopia con lo Space-Vision 3D, avevano prevalentemente razionalizzato i costi e mantenuta tiepida una minestra riscaldata. Forse l’evento più inatteso nella storia che stiamo raccontando, che spezza la linea tra passato e modernità, è “Captain Eo”.

Nel 1986 Walt Disney Company recluta il maestro Francis Ford Coppola ed il re degli effetti speciali George Lucas per dirigere il Re del Pop Michael Jackson in questo cortometraggio di fantascienza. Il mercato di destinazione stavolta non è il cinema ma i vari Disneyland in giro per il mondo con un successo che dura fino al 1994.

L’operazione è notevole per l’epoca, uno spettacolo visivo in attesa dello scalpitante James Cameron, che da tempo guarda con simpatia al 3d e che di lì a poco avrebbe investito quanto bastava per far intuire le vere potenzialità estreme di questo sistema. Dopo aver segnato un’epoca con “Terminator 2 – Il Giorno Del Giudizio”, film più costoso del suo tempo per gli effetti speciali spettacolari, il celebre regista raduna 55 esperti di computer grafica per realizzare il più colossale (in termini di investimenti) film 3D della storia del cinema.

“Terminator 2-3D ” porta l’esperienza ad un nuovo livello: si tratta di un cortometraggio di 12 minuti in versione da parco dei divertimenti del celebre film, proiettato su 3 schermi da 24×50 pollici l’uno, che richiede l’uso di occhiali appositi polarizzati. Un’esperienza immersiva unica che però non viene ancora accolta nelle sale, impreparate a recepire le innovazioni tecnologiche necessarie. Il pieno splendore di questa tecnica rimane per ora appannaggio esclusivo dei tre parchi d’attrazione della Universal: l’Universal Studios Hollywood (California), l’Universal Orlando Resort (Florida) e l’Universal Studios Japan (?saka, Giappone).

Solo qualche anno dopo la rivoluzione del cinema digitale, la diffusione di nuovi multiplex e la ristrutturazione dei cinema tradizionali per rimanere al passo con i tempi, genera un nuovo campo fertile per introdurre le infrastrutture 3D in sala.

Sono i proiettori e gli schermi ad essere nuovamente oggetto di ristrutturazione: gli standard tecnologici come IMAX 3D, che hanno supportato la realizzazione del celebre documentario di James Cameron “Ghost Of The Abyss”, o RealD hanno stabilito i criteri di realizzazione di sale ad hoc.

I primi fenomeni di massa sono stati i cartoni animati, come già avvenuto precedentemente: nel 2005 Walt Disney arriva nelle sale con “Chicken Little” in formato digitale 3D. In 66 sale IMAX viene proiettato “Polar Express”, incassando il 25% del totale realizzato insieme alle 3584 proiezioni in 2D: un successo senza precedenti.

Nel 2008 la 3eality Digital insieme agli U2 produce il primo concerto tridimensionale in assoluto, tratto da una data del Vertigo Tour, utilizzando una tecnologia sperimentale elaborata dalla 3eality sin dal 2003.

Ma nel complesso, il sistema che si afferma come standard per la riproduzione tridimensionale è il RealD Cinema.

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