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40 anni: Tanti auguri, Kate Winslet!

Sembra incredibile che Kate Winslet, nata il 5 ottobre del 1975 a Reading nel Regno Unito, compia oggi solo 40 anni. Incredibile perché i suoi grandi occhi, la sua voce limpida e il suo stile così diretto e personale, ci accompagnano da più di vent’anni.

Oltre trenta lungometraggi girati quasi sempre da protagonista e spesso con registi importanti (Jane Campion, Michel Gondry, Roman Polanski, solo per citarne alcuni), tre mariti (tra cui Sam Mendes), tre figli, un Oscar.

Gli anni 90: Non solo “Titanic”

Kate Winslet è stata una delle regine degli anni 90, e non solo grazie allo storico successo di “Titanic“, il kolossal di James Cameron che nel 1997 la vede protagonista a fianco di Leonardo DiCaprio.

La giovane Winslet esordisce infatti sul grande schermo nel 1994 con “Creature del cielo” di Peter Jackson e prima di salire a bordo dello sfortunato transatlantico prende parte a due filoni cinematografici molto amati in quel periodo: gli adattamenti shakespeariani (è Ofelia nell’ambizioso “Hamlet” in versione integrale di Kenneth Branagh) e i film ispirati ai romanzi di Jane Austen (indimenticabile, per chi ama il genere, la sua Marianne Dashwood nel “Ragione e Sentimento” diretto da Ang Lee e adattato con vivacità e ironia da Emma Thompson).

E, per restare in ambito letterario, ci piace ricordare anche il semi-dimenticato ma valido “Jude” di Michael Winterbottom, tratto da “Giuda l’oscuro” di Thomas Hardy: Kate Winslet è Sue, il protagonista è il futuro “Doctor Who” Christopher Eccleston.

Il decennio si chiude con “Holy Smoke” di Jane Campion: le reazioni sono contrastanti (qui lo amiamo e lo difenderemo sempre), in Italia arriva con parecchio ritardo (malgrado la partecipazione alla Mostra di Venezia), ma l’interpretazione di Kate Winslet sa comunque imporsi con l’appassionata sincerità che l’attrice porta in ogni ruolo.

Gli anni 2000: La spotless mind di Clementine e l’Oscar

Il decennio 2000-2009 è piuttosto fitto e permette a Kate Winslet di esplorare vari generi: il biopic (“Iris” di Richard Eyre, dove incarna la scrittrice Iris Murdoch, e “Neverland” di Marc Forster con Johnny Depp nei panni dell’autore di “Peter Pan” James Matthew Barrie), il thriller di stampo sociale e politico (“The Life of David Gale” di Alan Parker e “Tutti gli uomini del re” di Steven Zaillian), il dramma puro (“Revolutionary Road” dell’allora marito Sam Mendes, nel quale si ricongiunge a Leonardo DiCaprio), la commedia romantica (“The Holiday – L’amore non va in vacanza” di Nancy Meyers — le scene con lei e Eli Wallach sono adorabili) e quella musicale (“Romance & Cigarettes” di John Turturro).

Il personaggio grazie al quale segna in modo profondo l’immaginario cinematografico è però la Clementine Kruczynski di “Eternal Sunshine of the Spotless Mind“, il sorprendente film con cui nel 2004 Michel Gondry mette in scena i delicati legami tra amore, memoria e coscienza.

L’Oscar arriva invece nel 2009 con il dramma storico (e ancora una volta di origine letteraria, da Bernhard Schlink) “The Reader” di Stephen Daldry: malgrado il cast (c’è anche Ralph Fiennes), un film soltanto discreto che dopo qualche anno abbiamo già dimenticato. Ma si sa, l’Academy non sempre sa premiare i ruoli più meritevoli (quell’anno, forse, si poteva privilegiare “Revolutionary Road”), e una statuetta dorata per Kate Winslet prima o poi doveva pur arrivare.

Oggi: Dalla TV a Steve Jobs

Il 2011 regala a Kate Winslet due opere profondamente diverse ma ugualmente straordinarie: il feroce e divertentissimo “Carnage” di Roman Polanski (ricordiamo ancora le risate alla prima proiezione venezia) e la miniserie HBO in cinque parti “Mildred Pierce” diretta da Todd Haynes, che ha saputo fondere miracolosamente la profondità della letteratura (alla base c’è il romanzo di James M. Cain), la grandiosità della visione cinematografica (la fotografia è di Edward Lachman, collaboratore fisso di Haynes) e la vividezza delle migliore recitazione teatrale (il rapporto tra Mildred e la figlia Veda è reso in modo dolorosamente reale).

Poi i ritmi di lavoro per la nostra attrice si calmano un po': prende parte alla saga young adult “Divergent“, gira “A Little Chaos” di Alan Rickman (non li vedevamo insieme da “Ragione e Sentimento”). Il 2015 promette un doppio ritorno: rivedremo presto Kate Winslet in “Steve Jobs” diretto da Danny Boyle su sceneggiatura di Aaron Sorkin (presentato poche ore fa al NYFF — lei è la responsabile marketing di Macintosh Joanna Hoffman) e in “The Dressmaker” di Jocelyn Moorhouse, un progetto più piccolo ma capace di attrarre immediatamente la curiosità dei fan più affezionati. Vedere il trailer per credere.

Tanti auguri, Kate! Ai prossimi 40 anni.

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