15° Rassegna del Documentario: Premio a Monicelli e battesimo dell’Accademia

Tre sezioni a concorso, sette sezioni a latere, sei locations tra San Benedetto del Tronto e Grottammare, l’Accademia del cinema documentario: questi i numeri della 15° Rassegna del Documentario Premio “Libero Bizzarri”. La rassegna è realizzata dalla Fondazione Libero Bizzarri e grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Marche, delle città di San Benedetto del Tronto, Grottammare e Cupra Marittima e di Kodak.

Il tema centrale di questa edizione è rappresentato dai DIRITTI UMANI e del LAVORO, che diventa trasversale tra le varie sezioni. Unico festival in Italia a coniugare la visione di film, l’approfondimento delle tematiche sollecitate dagli autori e l’apertura a prodotti formativi provenienti dalle scuole e informativi, il “Libero Bizzarri” 2008 terrà a battesimo la prima ACCADEMIA DEL DOCUMENTARIO che inizierà da subito il suo percorso didattico e formativo. Corsi strutturati, docenti provenienti da tutta Italia, uno studio a tutto tondo del mondo del documentario saranno le sue caratteristiche peculiari, quelle che intendono fare dell’Accademia intitolata a”Libero Bizzarri”, la prima high school italiana del settore.

Saranno il grande regista italiano MARIO MONICELLI e il regista svizzero VILLY HERMANN i due registi premiati per la carriera, sabato 18 ottobre.

Tre serate speciali, tre serate dedicate ai Diritti umani: mercoledí 15 ottobre al Teatro concordia Le guerre interiori e le guerre per immagini, con un omaggio a Cesare Pavese e il Premio Bizzarri “Reporter 2008″al giornalista RAI Pino Scaccia: I reportage di guerra pensando alla pace. Il giornalista terrà un seminario, nell’ambito dell’ACCADEMIA del documentario, proprio sulla tecnica del reportage di guerra.

Giovedí 16 ottobre invece è la volta del Diritto al lavoro: La dignità delle vite sospese con Francesco di Giacomo, Rodolfo Maltese del Banco del Mutuo Soccorso e le poesie di Roberto Roversi, Gianni D’Elia, Alda Merini, Franco Loi, Marisa Zoni, Attilio Lolini che diventano canzoni.

Venerdí 17 ottobre in anteprima mondiale CHANTIER DAKAR, in collegamento da Dakar gli autori del film corale coprodotto dalla Fondazione Libero Bizzarri.
[PAGEBREAK] Il tradizionale concorso ITALIA DOC si completa con una panoramica del documentario francese e cerca di coglierne gli aspetti che lo differenza da quello italiano, sia dal punto di vista tematico che tecnico-distributivo.

IL NOSTRO TEMPO È ORA è l’altra sezione concorso, nata nel 2007 e gestita dal gruppo giovani della Fondazione, tra i 16 e i 30 anni. È l’apertura a tutti i linguaggi delle nuove generazioni, ai temi vicini alle loro sensibilità, alla ricerca di un percorso comunicativo difficilmente riscontrabile, così come strutturato, in altre manifestazioni similari.

MEDIA EDUCAZIONE, ultima delle sezioni concorso, giunta alla V edizione vede la partecipazione di oltre cento lavori pedagogico-didattici arrivati da scuole di ogni ordine e grado d’Italia.

GIURIA. La giuria presieduta dal regista e autore Ugo Gregoretti, e composta dalla giornalista Gabriella Gallozzi, dall’attrice Daniela Poggi, dal giornalista di Superquark Giangi Poli e dalla giornalista Caterina Taricano assegnerà alcuni dei numerosi premi.

Le sezioni a latere rappresentano il completamento di una Rassegna che punta molto sulla contaminazione di generi e di suggestioni. Da MOTHER AFRICA a IL LAVORO E DINTORNI, passando attraverso le retrospettive FOR EVER YOUNG e DOCUMENTARY ALWAYS ON THE ROAD, il motivo dominante è il rispetto delle dignità, diritto fondamentale di ogni persona libera, e la dimensione legata al lavoro ne rappresenta forse l’aspetto più eclatante.

COPRODUZIONE COL SENEGAL. La Fondazione “Libero Bizzarri” ha elaborato un protocollo d’intesa che coinvolge il Gruppo “Image et vie” e il “Movimento Popolare degli Artisti”, entrambi aventi sede a Dakar e che prevede la coproduzione di 5 documentari di giovani autori senegalesi, su cinque aspetti della “megalopoli” Dakar.Fonte: Ufficio Stampa Barbara Perversi

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