2008: I nostri preferiti dell’anno che verrà

Il 2007? Roba vecchia. Un anno obsoleto, oramai. Che senso avrebbe parlarne ancora? Piuttosto parliamo dell’anno in cui abbiamo appena messo piede, argomento decisamente più interessante: tante sorprese ci attendono, tanti dischi di cui innamorarsi e tanti film da vedere e rivedere.

I migliori dell’anno che verrà, in campo musicale e cinematrografico, noi non li conosciamo mica. Ma sfoderiamo la palla di cristallo, entriamo in agenzia scommesse e puntiamo 2 cent su qualche nome, chissà che non possa farci ricchi!

Non bisogna ricorrere al fotofinish per distinguere i vincitori della corsa per il ruolo di nostri campioni: Anathema e Tim Burton faranno piazza pulita della concorrenza. Se sul geniale regista potrebbero scommettere tutti coloro che evitano i blockbuster più scontati, gli inglesi non sono invece tra i trionfatori più prevedibili.

Con loro occupano le posizioni più alte della classifica musicale anche Portishead e Massive Attack, a dimostrazione del fatto che le sonorità inglesi, e il trip hop in particolare, hanno grandi speranze di risorgere in questo nuovo anno. La nostra fiducia c’è, speriamo sia ripagata, soprattutto da quei fratelli Cavanagh così affezionati all’Italia su cui scommettiamo tutto.

Chiudono la testa della classifica due nomi ben noti, per motivi diversi, della scena metal internazionale. Dai Meshuggah è atteso un album cervellotico come – o se possibile di più – del solito, mentre dai Metallica ci si attende – come ogni volta – la puntuale sorpresa. Le ultime non sono state certo tra le più gradevoli, chissà che non si inverta la tendenza.

Passando, quindi, ai compagni di Tim Burton in testa alla nostra classifica cinematografica per il 2008, troviamo un’altra coppia di acuti artisti della cinepresa come Joel e Ethan Coen, il cui “Non È Un Paese Per Vecchi” è meno atteso del solo “Sweeney Todd: Il Diabolico Barbiere Di Fleet Street” del fiabesco Burton.

Non ci fidiamo dei blockbuster, preferiamo l’arguzia. Ma non si può negare un pensiero per i prossimi “I Am Legend” e “American Gangster”, rispettivamente di Alex Proyas e Ridley Scott, così vicini nel tempo e, quindi, nei nostri pensieri. Chi, invece, è vicino ai nostri cuori non può che essere l’archeologo col nome da cane che farà di nuovo la sua comparsa sugli schermi del prossimo futuro: Steven Spielberg sta per regalarci “Indiana Jones E Il Regno Del Teschio Di Cristallo”, come non citarlo tra il possibile più grande successo del 2008?

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