65. Mostra del Cinema di Venezia: Al Lido si volta pagina

Sarà perché il 2008 è l’inizio di un nuovo quadriennio per la direzione della Mostra, sarà che il 28 agosto verrà posta la prima pietra del nuovo Palazzo del Cinema, ma si ha la sensazione che a settembre tirerà una nuova aria in quel del Lido di Venezia. Alla conferenza stampa a Roma per la presentazione del programma della 65. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica futuro e novità sono state le due parole più ricorrenti per il Presidente della Fondazione La Biennale di Venezia Paolo Baratta, e per il riconfermato Direttore Marco Müller. I numeri di quest’anno fanno certo ben sperare in una nuova e ricca stagione per quello che è da sempre l’evento cinematografico più atteso in Italia: ben 49 lungometraggi in prima mondiale, quantità che secondo Baratta “non deve farci abituare male, poiché non è detto che ciò si possa verificare anche nei prossimi anni, ma per quest’anno siamo ai vertici della competizione internazionale tra i festival“; un alto numero di eventi e proiezioni speciali, e soprattutto la massiccia presenza degli italiani. Ben 4 in Concorso: “Il Papà di Giovanna” di Pupi Avati, con Silvio Orlando e Alba Rohrwacher, “Birdwatchers” di Marco Bechis, con Claudio Santamaria e Chiara Caselli, “Il Seme della Discordia” di Pappi Corsicato, con Alessandro Gassman, e “Un Giorno Perfetto” di Ferzan Özpetek, con Isabella Ferrari e Valerio Mastandrea.

Ma la partecipazione italiana al festival è molto più ampia, 20 titoli in tutto, in assoluto il paese più presente, e trasversale alle tre sezioni principali. Molti titoli interessanti infatti anche Fuori Concorso, tra cui segnaliamo in particolare “Puccini e la Fanciulla” di Paolo Benvenuti, la nuova edizione di “Yuppi Du” di Adriano Celentano, e il film di chiusura della Mostra “Orfeo 9″, di Tito Schipa Jr, e nella sezione Orizzonti, il cui film di apertura è “Pa-ra-da”, opera prima di Marco Pontecorvo, che Müller ha definito “perfetto esempio di cinema nomade, in cui l’autore ha preso pezzi di mondo e ce ne ha dato una sintesi“, e tra i cui eventi troviamo l’atteso documentario su Antonioni di Carlo Di Carlo, e “Venezia 68″ di Antonello Sarno, una fedele ricostruzione che ci riporta indietro di 40 anni e che “dimostra quanto allora Venezia fosse l’evento più all’avanguardia“.[PAGEBREAK] Il Direttore ha più volte sottolineato la “tendenza dei film selezionati al nomadismo culturale, grande protagonista della società globalizzata, e un interessante recupero della tematica giovanile, con storie di ragazzi e adolescenti che è importante capire per fare i conti con il futuro“. Altro richiamo alla novità è la presenza alquanto nutrita del genere commedia, in particolare quella americana, con “Rachel Getting Married” di Jonathan Demme, in Concorso, e un’apertura della Mostra in grande stile, per una volta non affidata a un film-evento tipo blockbuster, ma bensì a due cavalli di razza come i fratelli Coen: la loro commedia Fuori Concorso “Burn After Reading” è uno dei titoli più attesi e chiacchierati.

La consuetudine di un Oriente riccamente rappresentato, a cui Müller ci ha abituato negli anni passati, si ripete per questa edizione, riservandoci comunque sorprese, come i tre lungometraggi giapponesi in Concorso, due dei quali film di animazione che portano la firma di Hayao Miyazaki (“Ponyo on the Cliff”) e di Mamoru Oshii, ex socio dello Studio Ghibli (“The Sky Crawlers”). Immancabile poi Kitano che concorre per il Leone con la commedia “Akires To Kame – Achilles and the Tortoise”. Altra gradita novità è la “presenza di una cinematografia che Venezia ha troppe poche volte frequentato, quella delle Filippine“, con due titoli in Orizzonti, tra cui “Melancholia” di Lav Diaz, autore a cui per il secondo anno consecutivo è affidata la chiusura della sezione. Sempre in Orizzonti, annunciati due film a sorpresa, che per problemi di passaggio di censura non verranno resi noti fino all’ultimo.
Per quanto riguarda la Francia, quest’anno porta autori minori ma è pur presente con 3 titoli in Concorso e altri 7 in Orizzonti e Fuori Concorso.[PAGEBREAK] Nutrito numero di eventi e iniziative speciali, si diceva. Molte di queste gravitano intorno alla figura di Ermanno Olmi, a cui verrà consegnato il Leone d’Oro alla Carriera. In suo omaggio, la 65. Mostra ripropone tutti i film del Maestro passati a Venezia fin dagli anni 50, e in più la presentazione dei primi documentari industriali realizzati per la Edison, la grande azienda milanese dove Olmi fondò una Sezione Cinema. Altra importante retrospettiva è quella curata da Tatti Sanguineti, dal titolo Questi Fantasmi: Cinema italiano ritrovato (1946-1975), che si propone di recuperare il cinema invisibile, con una serie di anticlassici del periodo d’oro della nostra cinematografia, film reintegrati dai tagli di censura e veri e propri scoop filologici.
Non manca poi il cinema che affronta le urgenze: l’associazione Articolo 21 sarà presente con incontri e dibattiti attorno a due film italiani sulle morti bianche, eventi Fuori Concorso, “La Fabbrica dei Tedeschi” di Mimmo Calopresti, e “ThyssenKrupp Blues” di Pietro Balla e Monica Repetto.
Insomma, pare che il quadriennio del cantiere del nuovo Palazzo del Cinema, la cui consegna è prevista per il 2011, si apra decisamente sotto una buona stella e con tutte le premesse per preparare la Mostra alle sfide future di un’arte e un’industria, come quelle del Cinema, in continua evoluzione.Fonte: Conferenza Stampa

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