66° Emmy Awards: tutti i vincitori

Notte di conferme e di sorprese quella di ieri sera al Nokia Theatre di Los Angeles, come è giusto che una cerimonia di premiazione di grandi star sia. Quest’anno gli Emmy sono andati in onda eccezionalmente di lunedì sera, per lasciar spazio agli MTV Video Music Awards del giorno prima, e addirittura con un mese di anticipo rispetto al solito, per lasciare spazio al campionato di football di cui la NBC ha appena comprato i diritti. A fare autorionia su questa caduta di priorità degli Emmy è stato fin da subito il conduttore della serata Seth Meyers. Oltre all’ironia, dieci minuti dello spettacolo sono stati dedicati ai grandi professionisti e artisti scomparsi nell’ultimo anno, e in particolare al tributo di Billy Crystal alla scomparsa di Robin Williams (vedi il video sotto).

Ecco un ripasso dei 500 nominati di quest’anno. E ora veniamo ai vincitori:

A portarsi via quasi tutti i premi per le categorie in cui era nominato è stato Breaking Bad, conclusosi la scorsa estate con un finale che ha incantato l’America e tutto il mondo. Vince il protagonista maschile Bryan Cranston e i due non protagonisti (si fa per dire…) Anna Gunn e Aaron Paul, oltre alla miglior sceneggiatura dell’episodio “Ozymandias” e al premio come miglior serie drammatica (e anche il miglior montaggio, premiato durante la premiazione dei Creative Arts Emmy la settimana scorsa). Miglior attrice protagonista di una serie drammatica è stata Julianna Margulis per The Good Wife. Miglior regia a Cary Joji Fukunaga per il quarto episodio di True Detective, di cui però rimangono senza premi i due protagonisti Matthew McConaughey e Woody Harrelson, favoriti della vigilia.

Rimangono a secco anche due importanti serie drammatiche come Game of Thrones (che sul record di 19 nomination deve accontentarsi di 4 premi tecnici) e House of Cards (13 nomination, 1 premio tecnico).

Per le commedie il panorama è un po’ più vario. La migliore attrice protagonista è per la terza volta consecutiva su tre stagioni Julia Louis-Dreyfus, interprete della vicepresidente degli Stati Uniti in Veep – Vicepresidente incompetente, mentre il miglior attore protagonista è per la quarta volta in sei anni Jim Parsons, l’esilarante professore nerd Sheldon Cooper di The Big Bang Theory. Fra i non protagonisti (si fa sempre per dire…) spicca Allison Janney (alla sua seconda statuetta quest’anno: ha vinto anche come guest star in Masters of Sex) per la nuovissima sitcom di Chuck Lorre Mom, mentre il miglior attore maschile è stato Ty Burrell per Modern FamilyModern Family agguanta anche altri due premi da niente: miglior regia, e miglior serie comica per la quinta volta consecutiva. A Louie, di Louis C.K. va il premio alla miglior sceneggiatura.

Delusione per Orange Is the New Black, che da dodici nomination (di cui ben cinque attrici) si ferma alle 3 vittorie della settimana scorsa: migliore guest star Uzo Aduba, miglior casting e miglior montaggio.

Grande sorpresa fra le miniserie e film tv. Sbanca l’inglesissimo Sherlock, che con 7 premi è in cima alla classifica generale di quest’anno: quattro premi tecnici la settimana scorsa (fotografia, montaggio, suono, colonna sonora) e questa sera miglior sceneggiatura al creatore Steven Moffat, e migliori attori protagonista Benedict Cumberbatch e non protagonista (si fa sempre e comunque per dire) Martin Freeman. Simile destino per la terza istanza della serie horror di Ryan Murphy American Horror Story: Coven, che dopo i migliori costumi e le migliori acconciature vince anche per le due straordinarie attrici Jessica Lange e Kathy Bates. Rimangono le briciole (si fa per dire) per la nuova serie tratta dal film dei fratelli Coen Fargo (miglior miniserie, regia e casting) e il film tv di Ryan Murphy con cast stellare The Normal Heart (miglior film tv e miglior trucco).

La golden era della televisione americana non accenna a declinare; quella via cavo, almeno. I canali generalisti continuano a non imbroccarne una giusta: di tutti i suddetti vincitori soltanto The Big Bang TheoryMom e Modern Family vengono da canali generalisti, e solo Mom è una novità (ma sempre di Chuck Lorre, una garanzia). Le altre novità della stagione passata, se non sono state già cancellate per devozione al dio dello share, sicuramente non hanno impressionato né il pubblico né gli addetti ai lavori. Ma se cercate delle produzioni di qualità, nella scrittura come nella cura dell’immagine, ne trovate un ottimo saggio fra i vincitori degli Emmy. Ce le hanno trovate anche i festival cinematografici: per esempio quest’anno alla 71a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia c’è spazio nella prestigiosa categoria non competitiva per la nuova miniserie della HBO Olive Kitteridge. Ne riparleremo presto.

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