AC/DC: Phil Rudd condannato a otto mesi di arresti domiciliari

L’ex batterista degli AC/DC, Phil Rudd, è stato condannato a otto mesi di arresti domiciliari per istigazione all’omicidio e per possesso di droga. Le accuse risalenti allo scorso aprile vedono Rudd colpevole di aver offerto soldi, un’auto e una casa a un sicario per uccidere un suo ex-collaboratore.

La condanna ha avuto luogo presso il tribunale distrettuale di Tauranga, un isola nel nord della Nuova Zelanda, nella giornata di oggi. La sentenza della corte è stata tutto sommato clemente nei confronti del batterista che non dovrà scontare la pena in carcere.

In una recente intervista, Phil Rudd, avrebbe giustificato l’accaduto con le seguenti parole: “Ero abbastanza sotto pressione. Al mio rientro in Australia, ero fortemente deluso dal lavoro delle persone che hanno contribuito al lancio del mio ultimo album “Head Job” (2014) che si è rivelato un totale disastro. Ero veramente furioso. Ma poi, in un attimo di lucidità mi sono accorto di aver sbagliato”.

L’ex musicista degli AC/DC, attualmente sostituito da Chris Slade, ha inoltre rivelato con grande rammarico: “Ho scritto loro una lettera, ho tentato di entrare in contatto con Angus Young (chitarra) ma non ho ricevuto alcuna risposta in merito. Sono molto deluso…ma sai che è la vita. Sono sicuro che stanno godendo di un grande momento e so con certezza che il loro sound è assolutamente grandioso”.

Nonostante questo, Rudd, sembra comunque fiducioso riguardo un possibile ricongiungimento con il resto della band: “Ci sarà un altro tour, e lì ci sarò, non ho intenzione di darmi per vinto”.

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