AC/DC: Ancora diciassettenni

I concerti che fanno, o meglio, i biglietti necessari per accedervi, o meglio, i prezzi per acquistarli, certamente non lo sono.

La musica però, almeno stando a quanto detto da Angus Young, sì.

Cosa?

Adatta ai diciassettenni.

Queste alcune frasi tratte da un’intervista del celebre chitarrista col Telegraph inglese:

“Tutto quel che c’è da sapere sugli AC/DC è che musicalmente abbiamo smesso di crescere all’età di 17 anni. Quando hai 17 anni, scrivi pezzi che speri piacciano a gente della tua età. E ancora adesso, scriviamo canzoni per i diciassettenni.

Si dicono molte cose senza senso sulla musica, al giorno d’oggi. Per noi è tutto davvero semplice. Abbiamo iniziato facendo dei pezzi di Chuck Berry, e ogni tanto buttavamo dentro qualche pezzo nostro. Quando finivamo i nostri brani ci guardavamo ed eravamo tipo ‘Non ci hanno nemmeno cagato”. Quindi abbiamo cercato di fare qualcosa di più originale. Siamo passati dai bar a venue più grandi e poi, col passare degli anni, alle arene e così via. Un giorno, ti guardi attorno e scopri che hai venduto 200 milioni di dischi.”

Eh sì, Angus, proprio una stronzata raggiungere quel traguardo…

Fonte: blabbermouth.net

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