Addio a Sidney Lumet: Colonna del cinema americano

Se n’è andato a 86 anni uno dei più grandi registi americani. Aveva esordito alla fine degli anni Cinquanta con la versione cinematografica di “La Parola Ai Giurati”, ancora oggi uno dei classici del cinema americano e vero pozzo di ispirazione per lo studio del cinema. Aveva poi continuato nei ’60 con un film come “La Collina Del Disonore”, insieme agli “Orizzonti Di Gloria” kubrickiani, tra le pellicole più crude e crudeli sul mondo militare, con un indimenticabile Sean Connery.

Ma è negli anni Settanta che Lumet firma i suoi più grandi capolavori, a un ritmo inarrestabile, quasi uno dietro l’altro: “Serpico”, “Quel Pomeriggio Di Un Giorno Da Cani” e “Quinto Potere”. Tre opere capitali sulla solitudine del cittadino, tre pamphlet desolati e brucianti sull’alienazione del mondo contemporaneo, tre raffigurazioni di una New York come giungla mostruosa e matrigna.

E il vecchio leone non s’era arreso qua. Anche nel decennio successivo firmò opere come “Il Verdetto”, regalando a Paul Newman una delle sue interpretazioni più anticonformiste. Ma non è certo tutto passato e passatismo, perché Lumet è rimasto un grande sino all’ultimo. Basta guardare “Onora Il Padre E La Madre” per rendersene conto: con la freschezza e l’originalità di un esordiente ha raccontato ancora una volta sullo sfondo di New York di uomini al bivio, disintegrati e divorati dalla metropoli, marchiando ancora a fuoco la sua predilezione per i chiaroscuri virili, dirigendo Philip Seymour Hoffman, Albert Finney e Ethan Hawke, le cui prove vanno affiancate a quelle passate di Pacino, Newman, Finch, Holden, Fonda.

Ci mancherà il suo sguardo, ma ci ha lasciato in ottima compagnia dei suoi capolavori.

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