Al Cinema Ritrovato: I colori del 1910

Il colore: che sfida per il cinema! A quella realtà in bianco e nero sembrava mancare qualcosa d’imprescindibile. E proprio il colore, la sua ricerca, dagli albori della settima arte al trionfo del technicolor, è da qualche tempo un nuovo oggetto d’indagine per il festival Il Cinema Ritrovato, così come lo è la ricerca delle immagini rare, suggestive fino all’incredibile, del cinema di cent’anni fa.

Tema della 24ª edizione del festival promosso dalla Cineteca di Bologna e dalla Mostra Internazionale del Cinema Libero colore e cinema di cent’anni fa è la colorazione policroma a pochoir, procedimento che ha raggiunto il suo apice tecnico ed estetico con il Pathécolor brevettato nel 1908 e applicato fino al 1928. Con questa tecnica le matrici venivano ritagliate usando dei pantografi elettrici e anche l’applicazione dei colori avveniva in modo meccanico. La colorazione a pochoir, bella e lussuosa, era riservata fino al 1910, ai generi spettacolari, in primo luogo ai film storici in costume (come la scena biblica di Samson nel programma di Capellani) e alle féeries (“La Légende Du Fantôme”), in seconda battuta alle scene pittoresche e alle terre esotiche dei film non di finzione (“Coiffures Et Types De Hollande” e “La Récolte Du Riz Au Japon”) ma non ai drammi e alle commedie ambientati nel presente. Troviamo la più alta concentrazione di film contemporanei (corti o lunghi) con colorazione policroma a pochoir nella produzione francese che va dal 1912 al 1914 e alla quale apparteneva anche la Film d’Arte Italiana come succursale della Pathé.

Scroll To Top