Al Milano Film Festival: Omaggio a Jim Jarmusch

Jim Jarmusch è il protagonista della retrospettiva che ogni anno il festival dedica a un autore contemporaneo.

Nei vicoli disadorni di una metropoli, in un bar fumoso davanti a una tazza di caffè o scendendo il fiume in canoa in compagnia di un indiano”, i personaggi dei film di Jim Jarmusch resistono all’omologazione e all’ordinario che annichilisce. Solitari e incapaci di confondersi col resto, riflettono l’atteggiamento nei confronti dell’arte e della vita del loro autore. Jarmusch è Ghost Dog e William Blake, Jack Bob e Zack e Don Johnston. Chi ha temuto che il Gran Premio della Giuria vinto a Cannes con Broken Flowers lo trasformasse in un pupillo dei festival si sbagliava di grosso, e l’ultimo The Limits of Control, rifiutato a Cannes e temuto dalle distribuzioni, mai arrivato in Italia, è uno dei film ingiustamente meno visti dell’ultima stagione.

Dagli anni Settanta a oggi moltissimi aspiranti registi hanno compreso che essere indipendenti, prima ancora che una condizione forzata dalla mancanza di budget, poteva essere un modo di pensare, un atteggiamento, una filosofia. È anche grazie all’eroica ricerca di Jarmusch che “basso budget” non significa più “da quattro soldi”, e che “indipendente” non significa “minore”. E la lunga lista degli amici e collaboratori che Jim ha coinvolto nella progettazione dei suoi film, rivela la statura artistica della sua opera: dagli autori del cinema che l’ha ispirato, come Nicholas Ray, i fratelli Kaurismaki o Wim Wenders, ai personaggi che hanno stravolto il confine tra i generi, legati all’anima vagabonda e non lineare della musica jazz e del blues, da Tom Waits a John Lurie a Neil Young.

Sono inoltre aperte le iscrizioni per il concorso lungometraggi e cortometraggi. I film devono essere prodotti a partire dal 1 gennaio 2009. Scadenza 31 maggio 2010.

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