Alia: “Cats” è il primo video per l’album “Asteroidi”

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Asteroidi” è il primo disco sulla lunga distanza di Alessandro Curcio Alia in uscita il 18 novembre su etichetta Neverlab Dischi. Undici tracce immediate, cantabili e profonde contrassegnate da una parola astronomica che racchiude tanti significati e li ravviva nel suo immaginario fatto di spazio stellare, orbite, impatti. Per rappresentare le tante facce di un disco pop, che però ha un’indole decisamente d’autore, eppure lieve, ma di quella levità che si appoggia sul cuore e nei pensieri per non lasciarli più.

“Asteroidi” è stato prodotto da Giuliano Dottori (ex Amor Fou) come il precedente ep “Ària” (2013). Il primo singolo che anticipa il disco è “Cats“, un brano che è un elogio dell’intimità casalinga, del silenzio ma anche della difficoltà di comunicare e di relazionarsi cantato insieme all’ex Madreblu Raffaella Destefano, uno dei due ospiti di Asteroidi – l’altro è Cesare Malfatti (ex La Crus) che suona la chitarra acustica in “Goldie Hawn”.

“Cats” arriva dopo “Corteccia“, non un singolo vero e proprio ma un brano reso pubblico con un video in occasione del Pride 2014. Entrambe le canzoni raccontano al meglio gli orizzonti sonori di “Asteroidi”, caratterizzato da tanti synth e batterie elettroniche, per un suono decisamente anni ’80 diluito in piano-voce da brividi, pop-new wave a presa rapida, raffinate bossa nova e andature synth-funk che fanno smuovere i muscoli e i sentimenti. Questi del resto sono i suoni con cui Alia è cresciuto: Matt Bianco, gli Erasure, gli Everything But The Girl, The Blue Nile, ma anche certo pop nobile italiano come quello di Matia Bazar, Denovo e Concato.

“Asteroidi” è un disco dalle sonorità algide (gli asteroidi sono di ghiaccio) e con dei riferimenti volutamente minori (gli asteroidi sono pianeti minori). A dare calore e intensità al tutto sono invece le costruzioni armoniche della voce e i testi, che nella loro essenzialità vibrano della passione di Alia verso la grande poesia (Paul Celan, Sergej Esenin, Clemente Rebora) e abbracciano le emozioni “normali” delle vite delle persone comuni. Quegli stati d’animo degli uomini-asteroidi di oggi, che vivono sempre in modo fugace, sperando che qualcuno veda la loro luce prima di ogni inevitabile impatto.

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