“American Utopia”: la rappresentazione del mondo di David Byrne

David Byrne sta tornando: uscirà il 9 marzo il suo nuovo album, “American Utopia”, per Nonesuch Records.

Era il 2004 quando veniva pubblicato “Grown Backwards”; da allora si sono susseguite collaborazioni con Brian Eno, St. Vincent, Fatboy Slim. Ma ci sono voluti ben 14 anni per un lavoro solista. Ed arriva subito un piccolo assaggio: il singolo “Everybody’s Coming to My House”, scritto con Brian Eno e con la collaborazione di Sampha, TTY e Happa Isaiah Barr di Onyx Collectiv. 

Quanti sono davvero felici del mondo in cui viviamo? Quanti sono contenti che le cose restino così come sono? Davvero pochi. Da qui nasce “American Utopia”. Il titolo potrebbe trarre in inganno, ma non è ironico. Le canzoni che lo compongono parlano con assoluta sincerità di nostalgia, paure, speranze. “Questo è un album di impulsi e aspirazioni. A volte descrivere significa rivelare, scoprire nuove possibilità. Farsi una domanda vuol dire iniziare a cercare la risposta, il domandare è importante”: parola di Byrne.

Ecco la tracklist:

1. “American Utopia”
2. “I Dance Like This”
3. “Gasoline And Dirty Sheets”
4. “Every Day Is A Miracle”
5. “Dog’s Mind”
6. “This Is That”
7. “It’s Not Dark Up Here”
8. “Bullet”
9. “Doing The Right Thing”
10. “Everybody’s Coming To My House”
11. “Here”

 

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