Annamaria Bernardini de Pace al “genero” Raoul Bova

Annamaria Bernardini de Pace è un avvocato divorzista che dall’inizio di agosto sta scrivendo delle lettere «all’altro sesso» sulle pagine del quotidiano Il Giornale: da «Caro seduttore» a «Caro figlio», da «Caro amante abbandonato» a «Caro finto amico». Destinatari immaginari, o comunque anonimi.

Quando però questa mattina il Giornale ha pubblicato una lettera di Bernardini de Pace indirizzata al “Caro genero degenerato“, in molti l’hanno interpretata come un riferimento esplicito all’attore Raoul Bova che con la figlia dell’avvocato, Chiara Giordano, è stato effettivamente sposato per più di dieci anni.

Impossibile dire se e quanto il testo attinga dalle esperienze personali dell’autrice, e del resto potremmo farci le stesse domande per ogni lettera firmata da Bernardini de Pace. Quella rivolta al «genero», ad esempio, parla di «una nipotina» ma i figli nati dal matrimonio Bova-Giordano sono due.

In più lo scrittore Massimiliano Parente qualche giorno è entrato nel gioco immaginando una risposta alla lettera indirizzata al figlio (la trovate qui, sempre su Il Giornale).

Di seguito l’incipit del “Caro genero degenerato”:

Caro genero,

mi sai indicare il momento in cui da genero devoto sei diventato degenero? Forse quando hai giurato sulla tua bambina che non avevi tradito mia figlia, o quando, molto tempo prima, in segreto, l’avevi già tradita? O giorno per giorno, progressivamente, quando hai cominciato a snocciolare bugie, a trascurare la famiglia, a lamentarti di ogni cosa, a fingere una crisi esistenziale? O ancora prima, quando hai deciso di sposarti senza conoscerne le responsabilità?

Scroll To Top