Annie Award 2017: Sei premi per “Zootropolis”

In una lunga ma tutto sommato divertente cerimonia (trasmessa per il secondo anno in streaming su internet la scorsa notte) ASIFA-Hollywood, l’associazione degli animatori americani, ha assegnato gli Annie Award, i suoi premi annuali per le eccellenze nel campo dell’animazione per il cinema, la TV, i videogiochi e quant’altro.

È stato uno dei due film Disney di quest’anno, “Zootropolis“, a trionfare durante la serata con sei premi: miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura, miglior design dei personaggi, migliori storyboard, migliore interpretazione vocale (Jason Bateman, a pari merito con il cugino disneyiano “Oceania”).

Cede il passo, nelle altre cinque categorie in cui era nominato, principalmente al film in stop-motion degli studi Laika “Kubo e la spada magica“: miglior animazione dei personaggi, migliore scenografia e miglior montaggio. Solo due premi per il cugino disneyiano “Oceania” (migliori effetti animati e miglior interpretazione vocale di Auli’i Carvalho, pari merito). Infine, premio/contentino per la migliore colonna sonora a “Il piccolo principe” (categoria dove nessuno dei tre film precedenti era nominato. Follia).

Fra i film indipendenti (di fatto quelli stranieri) il vincitore è stato il francese “La tartaruga rossa“, co-prodotto dallo Studio Ghibli giapponese.

A bocca asciutta un altro dei favoriti (qui e agli Oscar), lo svizzero “La mia vita da Zucchina”. La Pixar non guadagna nulla per “Alla ricerca di Dory”, ma prende un premio per “Piper” come miglior cortometraggio.

A brillare fra i corti nelle altre categorie è però “Pearl” di Patrick Osborne (miglior regia, miglior scenografia e miglior musica, nell’ambito delle trasmissioni televisive/multimediali), l’innovativa e commovente storia in realtà virtuale a 360° realizzata per la serie delle Google Spotlight Stories, a sua volta vincitrice dello speciale premio Ub Iwerks per i progressi tecnologici nel campo dell’animazione.

Fra i live-action, portano a casa un premio ciascuno “Il libro della giungla” (miglior animaizone dei personaggi), “Doctor Strange” (migliori effetti speciali animati) e il documentario “Life, Animated” (premio speciale).

Tutti i titoli citati qui sopra (tranne “Il piccolo principe”) sono anche forti candidati ai premi Oscar e concorrenti fra di loro (come miglior lungometraggio animato, miglior corto animato o migliori effetti speciali) o in categorie non legate all’animazione (miglior canzone originale, miglior documentario). Difficile trarre indicazioni che ci aiutino nei pronostici per gli Oscar, tranne una: il titolo piú forte nella categoria del miglior lungometraggio animato è sicuramente “Zootropolis”.

Una cerimonia che ha celebrato l’arte dell’animazione ma ha ospitato anche prevedibili polemiche contro il nuovo presidente degli Stati Uniti Donald Trump e le sue decisioni contro l’immigrazione (molti fra i vincitori erano immigrati dal Messico o da nazioni a maggioranza islamica, osteggiate da Trump), polemiche formalizzate anche dallo stesso presidente dell’ASIFA, lo storico dell’animazione Jerry Beck. Star inaspettata della serata il campione di basket Kobe Bryant che con la leggenda vivente dell’animazione Glen Keane si è prodotto in formidabili sketch comici. I due si sono incontrati per il progetto di prossima uscita “Dear Basketball”, ispirato alla omonima poesia con cui il campione si è ritirato dallo sport nel 2015.

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