Bands italiane UK Addicted: Do you play music? Yes, UK!

“Yes, UK!”: è facile immaginarsi un volto tipo quello di Obama strizzare l’occhio mentre si autocompiace del suo gioco di parole.

Effettivamente il logo della Union Jack preso in prestito dal movimento potrebbe far pensare ad un circolo chiuso per britannici, ma di inglese c’è solo l’idioma. “Yes UK!” è un movimento pionieristico di aggregazione musicale per rafforzare legami, collaborazioni e stage-sharing tra musicisti, ideato da Stefano “Stef” Daniele dei Medusa’s Spite.

Il movimento è volto a rafforzare l’unità tra artisti con una spiccata vena esterofila: esso infatti è verticalmente tagliato sul target di chi ha apprezzato gli elementi di innovazione portati da gruppi come Smashing Pumpkins, Nine Inch Nails, A Perfect Circle, Radiohead e le varie altre compagnie d’Oltremanica e d’Oltreoceano. Non vi sono distinzioni di genere per entrare, è sufficiente avere dignità artistica ed una vocazione esterofila sia nella lingua usata nei testi, sia ovviamente nella vena compositiva.

I gruppi che entrano a far parte del movimento, tra cui oltre ai Medusa’s Spite si annoverano anche Babylonia, Rant Buster Casey, Kitsune, The Transisters, Captain Mantell, Lads who lunch, Skelters e Q-indie, ottengono un’esposizione mediatica tramite i player presenti nelle pagine social di “Yes UK!”, che contribuiscono a creare un filo di continuità con le esperienze dal vivo che i gruppi promuovono organizzando date in tutta l’Italia e prevedendo la partecipazione dei membri aderenti come ospiti.

Tempo fa avevamo parlato di Oozer.com, oggi è iniziato il momento anche di “Yes UK!”. Il mondo indipendente dimostra di trovare nella forza incontrastabile della collaborazione un nuovo modo per far arrivare al pubblico progetti freschi, cosmopoliti e di ampio respiro.

Ma perché tutto questo zelo? Probabilmente è passione, quella di chi ha imparato che musicisti si nasce calcando il palco partendo dai piccoli club, conquistandosi lentamente la fiducia di un pubblico difficile.

O probabilmente, come dicono all’interno del movimento: “Gli “artisti” non nascono in TV. I “musicisti” non nascono in TV. I “cantanti” non nascono in TV. I “ballerini” non nascono in TV. I “pensatori” non nascono in TV. Gli “attori” non nascono in TV. I “registi” non nascono in TV. Il paese non nasce in TV.”

Come dargli torto?

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