Baustelle: Oggi ritorna “La Moda Del Lento”

A 10 anni di distanza dalla sua originaria pubblicazione, ritorna disponibile “La Moda Del Lento”, il secondo lavoro dei Baustelle, uno degli album più apprezzati dell’alternative rock italiano. Da domani in formato CD e digitale e dal 13 dicembre in doppio vinile in una tiratura limitata di 1000 copie.

Il disco, ripubblicato su etichetta Sony Music, contiene dodici canzoni (più una ghost track) che hanno fatto la storia del gruppo, come “Arriva lo yé-yé”, “Love affair”, “EN”, “Mademoiselle boyfriend” e “La canzone di Alain Delon” oltre alla title-track e a “Reclame”, considerati ormai dei classici del repertorio dei Baustelle.

L’album – che Francesco Bianconi definì al tempo come “un bel frullato di Kraftwerk, disco-music, Celentano, Blondie, Piero Ciampi e Trovajoli” – ha riscosso successo sia tra il pubblico, che tra i critici musicali. “La Moda Del Lento” è un lavoro che seduce e affascina, più raffinato e “pensato” rispetto a quello d’esordio (Il sussidiario illustrato della giovinezza), in cui erano già presenti le atmosfere cinematografiche, la struggente malinconia e le raffinatezze che hanno reso la band riconoscibile e unica.

Premesso che abbiamo dei bellissimi ricordi della realizzazione di tutti i dischi dei Baustelle” – dice Francesco Bianconi – “de “La moda del lento” ricordiamo forse tre momenti in particolare: la prima fase di scrittura delle canzoni, le sedute di registrazione alle Officine Meccaniche e il desiderio comune di dimostrare che si poteva avere un suono internazionale con pochi soldi“.

Alcuni dei brani del disco vengono riproposti dalla band nel corso del nuovo Minimal Fantasma Tour, che fa tappa oggi 3 dicembre al Teatro Lyrick di Assisi e che proseguirà il 6 a Napoli, il 16 a Udine, il 18 a Torino, il 21 a Roma e il 28 a Prato.

Per questo tour, i Baustelle (Francesco Bianconi, Rachele Bastrenghi e Claudio Brasini) sono affiancati da Ettore Bianconi alle tastiere, Alessandro Maiorino al basso, Diego Palazzo alla chitarra e al pianoforte e dal quartetto AltriArchi.

Fonte: Comunicato

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