BRIT AWARDS: Prendi quello, scimmia combattente!

Ok, questo era un pessimo gioco di parole fra i nomi dei gruppi che hanno dominato l’edizione di quest’anno portandosi a casa 2 premi ognuno, ovvero Take That, Arctic Monkeys (alticci al momento del ritiro) e Foo Fighters.

Nel corso di una serata presentata dalla famiglia Osbourne, che ha visto il ritorno sul palco di Amy Winehouse dopo l’ingresso in clinica e l’esibizione sul palco di Rihanna insieme ai Klaxons, i veri vincitori sono stati gli Arctic Monkeys: che li si ami (tanti) o che li si odi (altrettanti), va riconosciuto che i 4 continuano ad essere sulla cresta dell’onda, avendo vinto per due anni di fila non solo il premio per il “Miglior album inglese dell’anno”, ma anche quello di “Miglior band inglese dell’anno”. Non male, per dei giovinotti quali loro ancora sono.

Non ha mancato di causare qualche polemica il fatto che a vincere il premio di “Miglior band dal vivo” siano stati i Take That, battendo la concorrenza dei Muse, fra gli altri. Ed effettivamente.

Sempre i Take That avrebbero registrato il “Miglior singolo” dell’anno.

I Foo Fighters dell’ex Nirvana Dave Grohl hanno invece fatto incetta di premi internazionali: sono loro la “Miglior band”, è loro il “Miglior album”.

Delusione invece per Leona Lewis (il cui album è stato da noi elogiato esattamente qui): 4 nomination, ma nessuna vittoria.

Vi verrà forse da chiedervi se ci sia stata una fetta di torta anche per il simpaticissimo Mika, i cui singoli ci vengono sparati nelle orecchie da ormai tempo immemore.
La risposta è sì: al cantante libanese è andato il premio come “Rivelazione dell’anno”.

Take it easy…

Fonte: nme.com

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