Cannes 2009: Bellocchio conquista la stampa straniera

Per gli italiani non è certo come la qualificazione ai mondiali di calcio, ma un film nostrano in un festival come quello di Cannes non può che far piacere. Anzi, se di polemiche si può parlare, sono quelle che avrebbero voluto più d’una pellicola in terra francese.

In rappresentanza dell’Italia è arrivato in Costa Azzurra il maestro Marco Bellocchio col suo “Vincere”, un titolo pretenzioso quanto storico.

Il regista – che già portò a casa il premio Un Certain Regard nel 2006 con “Il Regista di Matrimoni” – narra lo scandalo segreto della vita di Mussolini: una moglie, Ida Dalser, e un figlio, Benito Albino, concepito, riconosciuto e poi negato.

Filippo Timi, nel doppio ruolo del Duce e di Benito Albini, e Giovanna Mezzogiorno nel panni di Ida Dalser. Questi i personaggi dell’opera di Bellocchio ai quali, però, pare aggiungersi un terzo e fondamentale coprotagonista: il materiale documentario che il regista intreccia alla storia.

Ecco cosa suggeriscono i titoli delle più note testate cinematografiche straniere. Un’accoglienza tiepida alla proiezione per la stampa che poi esplode nella varie redazioni come un vero e proprio tifo per la pellicola italiana.

“Un’opera entusiasmante, una brillante messa in scena. Raramente le immagini di repertorio sono state usate in modo così superbo e profondamente integrate con il racconto. La storia è affascinante, ma è lo stile del film che toglie il respiro”, scrive su “Variety” Jay Weissberg.

Lee Marshall su “Screen International” lo racconta così: “Fuochi d’artificio d’autore. La Mezzogiorno dà un’interpretazione incontenibile ed emozionante”.

Più severi, invece, sembrano essere i critici italiani che appaiono poco propensi a tifare un’opera del Bel Paese.

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