Cannes 2009: Il trionfo di Marco Bellocchio

Che il sogno italiano stia per ripetersi?
Dopo Cannes 2008 che ha proclamato i successi di due pellicole nostrane come “Gomorra” e “Il Divo”, quest’anno tocca a “Vincere” di Marco Bellocchio.

Manca ancora qualche giorno alla premiazione ufficiale, ma la stampa sta mettendo sempre più in evidenza il lavoro del maestro italiano.

Ecco alcune parole spese dalla stampa francese per l’opera di Bellocchio:
“Racconta in modo grandioso la lotta passionale di Ida Dalser. La forza del film è nella sua metafora: monta il meccanismo del fascismo, l’annientamento morale e fisico di un oppositore a cominciare da un vampirismo familiare. Una regia effervescente”, scrive “Le Monde”.

E poi ancora “Le Croix” che definisce il film “Una lezione di cinema”; o “L’Humanité” che elogia “La grande arte di Marco Bellocchio”; o ancora “Libération” che batte testuali parole: “È una parte di storia appassionante. Una regia particolarmente interessante”.

Insomma, la Francia che tanto esalta i propri cineasti reagisce con una critica più che positiva all’unica opera italiana in gara alla 62esima edizione del Festival di Cannes.

I giudizi del Bel Paese, invece, sembrano dividersi in due: da un lato chi descrive l’opera come una bella messa in mostra della lussuria del Duce e niente più, e dall’altra chi si affianca ai pareri stranieri per tessere le lodi del maestro Bellocchio.

Tra questi arriva anche un articolo firmato Luca Pellegrini dell’Osservatore Romano: “Con i pugni saldamente in tasca, Marco Bellocchio provoca ancora una volta la storia italiana – come già aveva fatto con la tragedia di Aldo Moro – piegandola al senso e al modo del suo fare cinema”.

Ma se diffidate delle squadre di critici che si battono a suon di giudizi opposti, ecco la vera prova del successo di “Vincere”: 17 minuti di applausi alla proiezione ufficiale ieri sera a Cannes. Perché la reazione del pubblico, si sa, è quella che conta. No?

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