Cannes 2009: La polemica von Trier

Si dice che critici e stampa di Cannes siano i più esigenti dei festival cinematografici.
Magari la severità degli ultimi anni è solo una banale coincidenza, ma sta di fatto che l’opera più attesa alla 62esima edizione della rassegna francese è stata accolta con risate di scherno, esclamazioni incredule, un applauso appena accennato e parecchi fischi.

Ecco cosa è accaduto alla proiezione di ieri de “L’Antiscristo”, l’ultimo film del regista danese Lars von Trier. Una coppia che cerca di superare il dolore per la perdita del loro unico figlio, questo il racconto della pellicola. Willem Dafoe e Charlotte Gainsbourg i protagonisti.

L’opera si apre con una descrizione stilizzata, in bianco e nero e in slow-motion, dell’episodio della morte accidentale del bambino su un brano musicale di Handel in crescendo.

Il personaggio interpretato da Dafoe è uno psicologo che cerca di aiutare la moglie ad affrontare il lutto e la incoraggia ad interrompere i sedativi assunti per settimane dopo l’incidente.
Un critico statunitense ha detto che sia lui che gli altri hanno trovato il film offensivo e si sono domandati come mai sia stato incluso tra i venti titoli in gara a Cannes.

Gli spettatori hanno, invece, contestato la decisione di von Trier di dedicare il film al regista sovietico Andrei Tarkovsky. Questo il motivo per cui gli applausi di una piccola fetta di pubblico sono stati sovrastati dai numerosi fischi alla fine della proiezione.

“Non ho scuse per ‘L’Anticristo’, se non il fatto che credo totalmente nel film, il più importante della mia carriera”, afferma il regista che spiega come il lavoro di questa pellicola sia stato una sorta di terapia per la depressione di cui soffre da due anni.

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