Cannes 2016 — George Clooney contro Trump e la cattiva informazione alla presentazione di Money Monster

«Non ci sarà un “presidente Trump”. Non succederà, perché la paura non guiderà il nostro paese». 

Sono state queste le parole perentorie di George Clooney alla domanda in merito al controverso candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti Donald Trump, durante la presentazione di “Money Monster” (qui la nostra recensione), tenutasi a Cannes 2016 questo pomeriggio.

Alla conferenza stampa erano presenti, oltre a Clooney, Jodie Foster, Julia Roberts, Jack O’Connell, Dominic West, Caitriona Balfe e i produttori Lara Alameddine e Daniel Dubiecki.

Thriller diretto da Jodie Foster, “Money Monster – L’altra faccia del denaro, uscito nelle sale italiane proprio oggi, racconta di Lee Gates (George Clooney), un imbonitore televisivo che nel suo programma sulla finanza consiglia come piazzare azioni.

Durante una diretta televisiva, Gates e la produttrice Patty Fenn (Julia Roberts) vengono presi in ostaggio da Kyle Budwell (Jack O’Connell), un giovane disperato che ha perso tutti i suoi soldi dopo aver seguito uno di questi consigli finanziari.

Era inevitabile che venisse introdotto l’argomento Trump, durante la conferenza stampa di un film che, in qualche modo, tratta dell’impatto dei media e della comunicazione sulla vita delle persone.

George Clooney, come sappiamo grande sostenitore del partito democratico americano e molto attivo politicamente e socialmente, ha dichiarato:

Trump, in realtà, è il risultato di gran parte delle trasmissioni televisive di informazioni, che non approfondiscono e non fanno domande difficili. Gli ascolti lievitano solo perché possono mostrare un palco vuoto con una didascalia che dice “Donald Trump sta per parlare”. Avere notizie 24 ore su 24 non significa ricevere più informazioni, ma ricevere la stessa notizia più volte.

Secondo Clooney, che aveva già affrontato il discorso sui media dell’ottimo “Good Night, and Good Luck”, “Money Monster” parla «dell’evoluzione di qualcosa che sembra essere un incrocio tra informazione e intrattenimento ed è diventato un grosso problema».

Il film di Jodie Foster, affrontando il tema della corruzione a Wall Street, si ricollega in qualche modo ad uno dei punti principali della campagna elettorale del candidato democratico Bernie Sanders. La Foster ha riconosciuto questa chiara dimensione sociale e politica di “Money Monster”, ma ha sottolineato la centralità della componente umana:

Si tratta di un film sulle persone. Lo sfondo, naturalmente, è il mondo della finanza e ci sono connotazioni politiche e sociali, ma lasciamo che siate voi a decidere quali sono le vostre idee […] Kyle rappresenta una sorta di rabbia che molte persone sentono verso gli abusi della tecnologia e del sistema finanziario, l’essere lascianti indietro.

Nell’anno de 40esimo anniversario di “Taxi Driver“, vincitore nel 1976 della Palma d’oro, non poteva certo mancare una domanda a Jodie Foster sulla pellicola di Martin Scorsese e sul ritorno a Cannes. L’attrice e regista ha raccontato:

Avevo 12 anni ed era tutto diverso, non c’era il Palais e il red carpet era spostato. Ora è sicuramente più caotico di allora. Fu l’inizio della mia una nuova vita d’attrice. Tornare 40 anni dopo come regista è un onore, soprattutto insieme i grandi autori come Jarmusch e Almodovar.

Di seguito potete trovare una selezione delle foto della presentazione di “Money Monster” e del Cannes 2016 Kering Women In Motion Talk, seconda edizione dell’appuntamento incentrato sul ruolo delle donne nel cinema, aperto oggi proprio da Jodie Foster.

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