Cat Claws: In anteprima la colonna sonora dei Mondiali

Non saranno noti quanto i White Stripes, ma i Cat Claws hanno lo spirito giusto per lanciare il tormentone simbolo di questi Mondiali di calcio 2010: giudicate voi stessi dalle foto che li ritraggono nelle figurine a lato.

La Gialappa’s Band li ha già scelti come colonna sonora per le proprie radiocronache delle partite dell’Inghilterra, quindi il pezzo è già passato in radio ieri sera, quando gli albionici si sono dovuti arrestare di fronte al dinamismo dei cugini statunitensi.

Ora, se non lo avete registrato ieri, qui di fianco potete riascoltare quante volte volete il pezzo intitolato “90 Minutes”.
A seguire maggiori informazioni per i primi pretendenti al ruolo di tormentone estivo due-zero-unooo-zeroooooo.

Facciamo un salto indietro: è il 2006, la Nazionale di calcio è appena diventata campione del mondo e ovunque – ma davvero ovunque – risuona il riff di “Seven Nation Army” dei White Stripes, anche se la gente non lo sa e continua a chiamare la canzone di Jack e Meg White: “Po po po po”.
Sull’onda del successo popolare, il singolo del pezzo viene ristampato e rimesso sul mercato con il sottitolo “Inno indie dei Mondiali”.

Quattro anni dopo tutto è cambiato, l’Italia campione del mondo è un lontano ricordo e a fallire non ci pensano più solo le nazionali, ma direttamente le nazioni.
È in questo clima che i Cat Claws decidono di cimentarsi con la scrittura di un nuovo inno indie per i Campionati del Mondo. Con l’aiuto di Rodion, musicista e produttore di area dance/elettronica con più di qualche singolo all’attivo per Gomma Records (etichetta tedesca molto nota ai frequentatori dei club e non solo), hanno buttato giù un singolo dal forte impatto pop che cita Madonna, ma la costringe a sporcarsi le mani con chitarre distorte e bassi dal piglio new wave.

Ovviamente queste sono cose che scriviamo solo per impressionare i giornalisti: i Cat Claws non si prendono così sul serio. La loro non è nient’altro che una rilettura ironica del classico pezzo da stadio. Non ci sono cori da cantare tutti insieme, non è il “waka waka”, ma piuttosto un pezzo satirico su quelle che sono le idiosincrasie tipiche del tifoso. Tipiche di tutti noi.
Quelli che indossano sempre la stessa maglietta quando gioca la nazionale, che fanno fioretti sperando di ottenere in cambio vittorie, quelli che durante le partite fanno fermare il mondo e pure un po’ il cuore. Quelli che, se si perde, la colpa è solo dell’albitro.

Dopo un album tipicamente indie rock (Breeders e Sonic Youth i nomi più citati nelle recensioni) e parecchi concerti in giro per la penisola (tra cui un intero tour italiano con i Babyshambles e delle date in apertura di Gang of Four, Mojomatics, Ok Go e tanti altri), i Cat Claws hanno deciso di cambiare le carte in tavola e giocare un po’ con il loro suono. “90 Minutes” è il prequel di un album che sarà registrato proprio durante l’estate – mondiali inclusi – alle Officine Meccaniche, a Milano.
Sull’evoluzione del loro suono hanno pesato certamente le collaborazioni di Lavinia, la cantante del gruppo, con alcuni dj e produttori dance internazionali (Telonius, Jump Up Punks, Golden Bug). Non a caso a “90 Minutes” seguirà un EP in cui il singolo sarà rivisitato dai nomi sopracitati, con l’aggiunta di Discofunken, Bottin e altri.

Ma non aspettatevi solo electro nel loro futuro, le sorprese sono sempre dietro l’angolo.
Basta stare attenti, come un portiere durante i rigori.

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