Celestini racconta il precariato

“Mi pareva interessante parlare di un gruppo di lavoratori che si autorganizzano per non colare a picco con tutto il sistema di cui fanno parte.” Queste le parole di Ascanio Celestini sul suo secondo documentario “Parole Sante”, in uscita il prossimo venerdì.
Distribuito dalla Fandango, racconta le vicende dell’Atesia, primo call center in Italia, l’ottavo al mondo. Vicende che trovano posto tra trecentomila telefonate al giorno e circa quattromila operatori. Quegli operatori che prendono 0,85 euro solo dopo i primi venti secondi, ma che poi diventano 0,80 se non si superano i due minuti e quaranta.
I cinque centesimi son stati l’inizio delle assemblee organizzate che hanno dato vita al collettivo che, da anni, si riunisce nel sottoscala di un quartiere sull’Appia.
Contratti a progetto che diventano gangli di catene a cui ci si aggrappa per avere un lavoro. Sì, precario. Ma è un lavoro.Fonte: Adnkronos

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