Christopher Nolan sul sonoro di Interstellar

Da quando “Interstellar” di Christopher Nolan (qui la nostra recensione) è arrivato nei cinema americani il 5 novembre, gli spettatori si sono lamentati con alcune sale cinematografiche per dei presunti problemi al sonoro del film: nella versione originale, infatti, i dialoghi vengono a tratti coperti dalla musica o dai rumori di fondo.

Gli esercenti hanno però spiegato che non si tratta di un problema tecnico ma semplicemente di una scelta registica. E Nolan ne ha dato conferma in una recente intervista a The Hollywood Reporter.

«Ho sempre amato i film con un approccio impressionista nei confronti del sonoro e anche se si tratta di una modalità di lavoro insolita per un blockbuster come “Interstellar”, credo che sia la scelta giusta per un film che vuole portare al massimo l’esperienza sensoriale di visione (“the right approach for this experiential film”)», ha dichiarato l’autore.

Che continua: «In certi momenti del film — ad esempio quando Cooper (Matthew McConaughey) guida con i figli nel campo di mais — ho deciso di usare il dialogo come un effetto sonoro, ed è per questo che a volte sentiamo le parole sotto gli altri suoni».

Per ottenere questo risultato «non inedito ma di certo anticonvenzionale per un film hollywoodiano» Christopher Nolan ha lavorato a stretto contatto con il compositore della colonna sonora Hans Zimmer, con i tecnici del mixaggio Gary Rizzo and Gregg Landaker, e con il sound designer Richard King.

«Visivamente — aggiunge Nolan nelle note di regia— siamo stati in grado di sottolineare l’effetto claustrofobico delle navicelle, mettendo in contrasto un ambiente confinato contro la vastità dello spazio fuori dalle finestre, quindi anche con il suono si doveva dare la stessa sensazione. Ogni volta che cala questo silenzio assoluto, sembra che nella stanza manchi l’aria. È un richiamo continuo all’idea che al di fuori di queste mura di metallo, ci sia un ambiente alieno ostile, e se qualcosa va storto, la morte istantanea è certa. Così, per descrivere un’emozione profonda, il silenzio totale in un film si è rivelata essere la scelta più stimolante».

Fonte: The Hollywood Reporter

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