Concerti: Black Dice, Bonnie Prince Billy, Christian Fennesz

ELECTRICPRIEST
presenta

BLACK DICE (Usa Paw tracks Rec)

martedi 28 aprile Padova – Unwound
mercoledi 29 aprile Roma – Init
giovedi 30 aprile Torino – Spazio 211

In tour con il nuovo disco REPO

I Black Dice si formano nel 1997 a Rhode Island con Bjorn Copeland alla chitarra, Hisham Bharoocha alla batteria, Sebastian Blank al basso, Eric Copeland alla voce. Il suono primigenio della band è una fusione del punk-hard core (ricordiamo che Hisham Bharoocha viene dalla formazione estrema Lightning Bolt) con l’elettronica astratta, un andirivieni incessante e rumoroso tra i Can e i Chrome, passando per Cage e i Boredoms. Dal mini-album omonimo (Black Dice, Troubleman, 2000) il magma sonoro dei Black Dice non cessa di evolversi e stilizzarsi, complice l’incontro con il bassista Aaron Warren che si incorpora al gruppo nel ’98, dopo il trasloco a New York.
Tra una miriade 7 pollici ed EP di multiforme composizione, nel 2002 spunta il primo full-lengh album, Beaches and Canyons, che esce per l’etichetta discografica di James Murphy (Lcd Soundsystem), la DFA, e la critica specializzata urla al miracolo. Si tirano in ballo altri paragoni impegnativi, nomi illustri della sperimentazione come Residents, Red Crayola, Aube. Indubbiamente le influenze e i rimandi ci sono ma il suono dei Black Dice è sufficientemente autonomo, e incatalogabile, per avere una voce propria. Sempre prolifici e lucidamente in bilico tra la psichedelica rumorista e l’avanguardia più colta, dopo collaborazioni note con Wolf Eyes (The Lord Helps You, Fusetron, 2003) e Animal Collective (lo split Wastered, Paw Tracks, 2004), tornano con Creatures Comfort nel 2004 (DFA), un mosaico composito di impressioni naturalistiche e sintesi electro, e con Broken Ear Records nel 2005 il primo album senza Hisham Bharoocha, che incorpora ritmi più tribali e breakbeat alla consueta tessitura rumorista.
I Black Dice portano a Milano Load Blown, l’ultimo atteso album, uscito per la Paw Tracks (l’etichetta di Animal Collective) nel novembre 2007 un disco che continua il discorso iniziato con Broken Ear Record. Si dice che il lavoro della band si sia fatto più accessibile, che conceda qualcosa di più alla suggestione del suono.
www.blackdice.net
[PAGEBREAK] BONNIE PRINCE BILLY (Usa -Domino rec.)
special guest SUSANNA WALLUMROD
In collaborazione con Indigena

martedi 28 aprile Torino sala Espace
mercoledi 29 aprile Bologna Estragon
giovedi 30 aprile Foligno(PG) Auditorium San Domenico

In tuor con il nuovo disco BEWARE

Attivo da più di un decennio, Will Oldham è oramai considerato all’unanimità come uno dei più grandi songwriter dei nostri tempi.Strano personaggio, poeta dai mille nomi, Bonnie “Prince” Billy appunto e musicista dalla prolifica carriera musicale, fa uscire uno L.P all’anno e per non parlare delle collaborazioni e degli E.P!
Tra le numerose collaborazioni del cantautore, si segnala la canzone I see a Darkness (dall’omonimo album), in cui Oldham duetta con Johnny Cash; la partecipazione a due dischi di Tweaker (band di Chris Vrenna, ex batterista dei Nine Inch Nails), e la recente Sea Lion dall’ultimo album di Sage Francis, AHealthy Distrust.Penultimo disco “The Letting Go” ovvero “una stagione tra l’estate, l’autunno, la bassa America e l’alta Islanda”,in uno spazio ideale tra il mid-west (o il south-east della sua estate?) e l’Islanda, dove effettivamente è stato registrato con le attente cure di Valgeir Sigurdsson, già produttore di Bjork è stato di gran successo.
www.bonnieprincebilly.com

CHRISTIAN FENNESZ (Aust-Touch Rec)

16 aprile Venezia – Teatro Fondamenta Nuove
24 aprile Firenze – Tetro la Pergola + lillevan visuals
In tour con il nuovo album “Black Sea”

Christian il maestro dell’elettronica, colui che da chitarrista punk-rock diventa nel tempo lo sciamano di glitch e manopole, in grado di ammaliare Ryuichi Sakamoto e David Sylvian. Una musica che non si limita a sperimentare concettualmente ma che, durante il suo scorrere, lascia fluire tutta la sua essenza più onirica ed eterea.L’austriaco Christian Fennesz è senza dubbio fra i più ironici e complessi autori della nuova generazione. Con un passato da chitarrista punk, Fennesz ha saputo unire il suono acido e distorto della sua chitarra elettrica con i glitch e i rumori generati dal suo laptop, con una cura maniacale per dettagli e prospettive, in chiave elegante e potente, ma sempre sensibilmente al confine tra sperimentazione e ammiccamenti elettrici.

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