David di Donatello 2015 — Gabriele Muccino: «Volano coltelli»

In occasione dei David di Donatello 2015, Gabriele Muccino ha ricevuto un premio speciale in omaggio alla sua carriera italiana e, negli ultimi anni, anche internazionale.

Sul palco del Teatro Olimpico di Roma, dove venerdì 12 giugno si è svolta la cerimonia, Gabriele Muccino ha citato il suo nuovo lavoro, “Fathers and Daughters”, con Russell Crowe e Amanda Seyfried. Ma l’accoglienza dei colleghi, e della stessa Accademia del Cinema Italiano che gli ha assegnato la statuetta, non deve essergli sembrata delle migliori, e il regista ha poi dato voce al suo malumore su Twitter e con un lungo post sul suo account Instagram nel quale scrive:

«L’ultimo David di Donatello a cui fui candidato risale al 2003 per “Ricordati di Me”. 13 candidature e zero premi portati a casa. L’unico David mai vinto, arrivò nel 2001 per la miglior regia per “L’Ultimo Bacio”. Dal 2003 quindi, la giuria dei David si è apparentemente dimenticata di me e dei miei film americani (eppur conosciuti in tutto il mondo, eppur candidabili nella cinquina per il miglior film straniero)».

«Forse erano brutti? — continua Muccino — Forse davvero non meritavano di far parte nemmeno di quella cinquina? [...] Con onore e gioia ricevo questo David Speciale, in una platea in cui gli applausi scemano al mio ingresso sul palco e avrei voluto dire a tutti che una vittoria di ciascuno di noi corrisponde alla vittoria di tutti».

«Ho sentito intorno un’atmosfera pesante, cupa — spiega ancora Muccino in un’intervista al Corriere della Sera — Tutti contro tutti. Non si impara a fare sistema. In Usa tutti vogliono vincere Oscar o Golden Globe ma finita la competizione si festeggia il vincitore. C’è il mito di chi ce l’ha fatta. Qui mettiamo in dubbio il valore di chi ha successo pensando chissà chi avrà dietro. A Hollywood mi sono misurato con l’ambiente professionale più competitivo del mondo, severo e cinico. È una scuola dura».

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