Dopo Venezia il film di Pasolini torna al cinema

“Uno strano film”. Pier Paolo Pasolini definì così il suo “La Rabbia”, documentario in due parti che, nel 1963, ebbe una storia cinematografica, di produzione e distribuzione, particolarmente travagliata, al punto da segnare un grande insuccesso commerciale, con relativo e immediato ritiro dalle sale. Un documentario – questo “La Rabbia” – che utilizzò sequenze degli avvenimenti internazionali più importanti di quegli anni, dal pontificato di Papa Giovanni fino alla morte di Marylin Monroe: abbastanza per creare il solito scandalo a firma del grande Pasolini.
Nel 1987, poi, la Minerva ne ottenne i diritti e oggi, nel 2008, il film è stato finalmente presentato all’interno della rassegna “Questi fantasmi: Cinema italiano ritrovato (1946-1976)”, curata da Tatti Sanguineti e Sergio Toffetti all’interno della 65ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. E – fatto decisamente più sorprendente – il 5 settembre “La Rabbia” ritornerà anche nelle sale cinematografiche.
A commentare positivamente questa riscoperta è Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo21 Liberi di, Portale on line per la libertà di informazione ed espressione: “Il cinema pubblico italiano e le sue istituzioni, sono spesso soggette a critiche d’ogni tipo. Per questa ragione ci sembra onesto e doveroso ringraziare l’Istituto Luce e il suo amministratore delegato Luciano Sovena, la Cineteca di Bologna, Raro Video e, ovviamente Tatti Sanguineti e Giuseppe Bertolucci che, con il consueto rigore professionale e con immensa passione civile, ci hanno restituito un’inedita e originale versione del film La Rabbia di Pier Paolo Pasolini. Ci auguriamo che dopo l’annunciato e positivo passaggio nelle sale, le grandi TV generaliste e in particolare la Rai, vogliano consentire anche a milioni d’italiani di poter vedere e rivedere un film che sfugge davvero all’omologazione dominante”.

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