Escluso dalla cinquina degli Oscar

L’ultimo film di Tornatore, pressato da un battage pubblicitario come pochi altri nel nostro Paese e anche all’estero, purtroppo risulta quasi ovunque un flop quando si tratta di premiazioni. L’ultima – la più importante? certo la più ambita per la pubblicità internazionale – è stata l’esclusione dagli Oscar.

E dunque dopo Venezia e i Golden Globe, Tornatore deve accontentarsi di nuovo di restarsene a mani vuote, o meglio di non entrare neanche in gara. Eppure da mesi in televisione non hanno fatto che raccontarci quanto “Baarìa” fosse importante, quanto dovesse sbancare, discutendone come un “cavallo sicuro” e di un capolavoro fatto e finito.

In fondo, anche qui, ha guadagnato poco, specie rispetto ai soldi che è costato. Quello che veniva annunciato ovunque come il capolavoro di Tornatore, il titolo che doveva seppellirlo di premi, è in realtà una versione stanca, ridondante, troppo virtuosistica – a detta di molti critici – che forse davvero non meritava tutta questa pubblicità. A volte, l’eccesso di promozione può danneggiare, specie se un titolo non riesce a mantenere quelle – alte e strombazzate – promesse.

Sarà per un’altra volta, per Tornatore. E per l’Italia.

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