Festival “Suona Francese”: L’omaggio a Léo Ferré

Domenica 9 giugno 2013
OMAGGIO A LÉO FERRÉ
Una serata franco-italiana per celebrare il poliedrico artista a venti anni dalla morte

HUBERT-FELIX THIÉFAINE

TÊTES DE BOIS
Andrea Satta – voce
Carlo Amato – basso, contrabbasso e computer
Angelo Pelini – pianoforte e tastiere
Luca De Carlo – tromba
Lorenzo Gentile – batteria
Stefano Ciuffi – chitarre
Licio Esposito – visioni di sabbia

FRANCESCO DI GIACOMO (Banco del Mutuo Soccorso)
LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA

Auditorium Parco della Musica – Teatro Studio
Viale Pietro De Coubertin, 30
Roma
ore 18

Ingresso libero

in coproduzione con Fondazione Musica per Roma
www.auditorium.com

In occasione della chiusura dei festeggiamenti per i dieci anni di attività dell’Auditorium Parco della Musica

Un progetto artistico di livello per onorare Leo Ferré a 20 anni dalla sua scomparsa: è questo l’obiettivo perseguito dall’Ambasciata di Francia in collaborazione con l’Institut français Italia per ricordare, all’interno del festival Suona francese, il grande e poliedrico autore tuttora considerato la massima espressione della poesia in musica, con un patrimonio artistico immenso che si snoda tra canzoni, poesie, sinfonie, opere, saggi e romanzi.

In occasione di un altro significativo anniversario, i 10 anni della nascita dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, domenica 9 giugno alle ore 18 sul palco del Teatro-Studio prenderà forma uno spettacolo ricco di tematiche ed emozioni che vedrà incontrare uno degli interpreti francesi “ferreiani” per eccellenza, Hubert-Felix Thiéfaine, con chi in Italia Ferré lo ha tradotto, cantato e riarrangiato nel pieno rispetto dello stile, i Têtes de Bois.

Thiéfaine, da molti definito un vero e proprio poeta-rocker maudit, è sicuramente l’artista che maggiormente si avvicina ai sentimenti anarchici espressi nelle canzoni di Ferrè celebrando follia, sesso, solitudine, anarchia e trasgressione all’interno di produzioni che sono state consacrate dischi d’oro e di platino ed hanno ottenuto riconoscimenti del calibro del “Grand prix de la chanson française” de la SACEM e dei “Victoires de la musique”. Tra le sue composizioni più acclamate si segnalano La Fille du coupeur de joints, Alligators 427 e Les Dingues et les Paumés dove la critica alla società e l’epifania della morte si incontrano con un umorismo cinico e truculento, direttamente ispirato a Boris Vian, ma sono numerose anche le sue creazioni che, sull’onda stilistica di poeti come Rimbaud, Baudelaire o gli esponenti della Beat Generation, hanno segnato il suo cammino artistico rivolto ad una complessa ed enigmatica descrizione letteraria del genere umano.

Analogo antico amore, ma tutto dedicato all’introspezione testuale reinterpretata in maniera poco conformista, è quello che lega i Têtes a Léo Ferré, protagonisti anni fa di un vero e proprio caso discografico con ventimila copie vendute – record per una band allora emergente – che da sempre reinventa la poetica di questo artista estremo per farlo conoscere alle nuove generazioni: la loro esibizione in questo caso anticiperà i brani del nuovo disco dedicato a Ferré, in uscita nel mese di settembre, oltre all’interpretazione di quelli contenuti in Ferré l’amore e la rivolta, con i testi dei maledetti Baudelaire, Rimbaud, Verlaine. I Têtes de Bois si esibiranno sul palco con due artisti di eccezione: Le luci della Centrale Elettrica e Francesco Di Giacomo (Banco del Mutuo Soccorso).

Un concerto raro, intenso, consumato e individuale atto a ricordare in maniera appropriata la forza immensa di un maestro della parola che ancora oggi – con le sue canzoni – riesce a provocare, inebriare, stanare e stravolgere i sentimenti di chi lo ascolta.

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