Festival “Suona Francese”: “Una striscia di terra feconda”

Torna all’Auditorium Parco della Musica Una striscia di terra feconda, il festival franco-italiano dedicato al jazz e alle musiche improvvisate che in sedici anni di ininterrotta attività ha contribuito a valorizzare gli scenari musicali sviluppatisi al di qua e al di là delle Alpi, attraverso l’incontro, spesso inedito, tra musicisti italiani e francesi.

Nato nel 1998 dalla solida amicizia tra Paolo Damiani e Armand Meignan – compositore, musicista e direttore del Dipartimento Jazz del Conservatorio di Santa Cecilia, il primo; presidente dell’Association des Festivals Innovantes en Jazz et Musiques Actuelles, e direttore dei festival di Le Mans e Nantes, il secondo – Una striscia di terra feconda è stato il primo festival a creare un ponte musicale tra Italia e Francia, inaugurando a Roma un originale spazio di confronto per quelle musiche difficilmente classificabili o riconducibili alle limitanti categorie di genere.
Per questa sedicesima edizione, il festival proporrà un programma ricchissimo di incontri inediti e progetti originali appositamente pensati per la rassegna. Tra questi, IF Ensemble, nato dall’incontro tra il violoncello di Paolo Damiani e il violino di Regis Huby; e il Breathproject, dedicato agli strumenti a fiato. Di rilievo anche i duo inediti tra Francesco Bearzatti e Vincent Peirani e Michel Portal e Antonello Salis; e quello tra il pianista Danilo Rea e il trombettista Flavio Boltro, autori di un emozionante omaggio alle arie d’opera.

PROGRAMMA

Sabato 1 giugno 2013
MICHEL PORTAL / ANTONELLO SALIS DUO
création France/Italie
Michel Portal – clarinetti, sax, fisarmonica
Antonello Salis – fisarmonica, piano

Artista fuori da ogni classificazione, Michel Portal è personalità straordinaria, tanto nel repertorio classico (Mozart, Schumann, Brahms, Berg…) quanto nelle opere della contemporaneità (Boulez, Stockhausen, Berio, Kagel, Globokar…), molti autori gli hanno dedicato nuove composizioni. Nel jazz ha un ruolo storico e poco rassicurante al tempo stesso, incredibile virtuoso e protagonista di incontri al vertice con personalità musicali di primo piano, con cui crea incontri che vanno oltre i sentieri abituali, come il duo con il geniale e magnifico Antonello Salis, trasgressivo poeta di pianoforte e fisarmonica.

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PAPANOSH QUINTET
Thibault Cellier – contrabbasso
Sébastien Palis – fisarmonica, piano, organo
Jérémie Piazza – batteria
Raphaël Quenehen – sax
Quentin Ghomari – tromba, trombone

Cos’è, la ricetta di un pane brioche al papavero trovata in una panetteria ungherese, magari a Roma? Niente affatto, dietro questo nome che rimanda all’Europa dell’Est si nasconde un quintetto jazz di liberi musicisti che letteralmente “abitano” la propria musica. Al crocevia tra l’underground newyorkese dei Lounge Lizards e le memorie di un Bernard Lubat, Papanosh è una casa con porte e finestre aperte, da cui fuoriesce un jazz allegro e meticcio.

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Domenica 2 giugno 2013
FRANK VAILLANT “THISISATRIO”
Pierre de Bethmann – piano
Jean-Philippe Morel – contrabbasso
Franck Vaillant – batteria

Batterista, compositore, arrangiatore, Franck Vaillant è un musicista che ama l’avventura e gli incontri musicali più diversi. Partner di cantanti (Arthur H, Bashung), rapper (D’Kabal, RAP) e di formazioni assai sperimentali con Magic Malik, Vincent Segal e Mark Tompkins, s’impone come leader con questo progetto, un trio sorprendente per potenza creativa e originalità di suono. Un autentico piccolo gioiello nel variegato panorama del jazz d’oggi.

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BEARZATTI / PEIRANI DUO
création France/Italie
Vincent Peirani – fisarmonica
Francesco Bearzatti – sax, clarinetti

Scoperto dalla scena jazz francese grazie al trio Melosolex di Denis Charolles nel 2007, Vincent Peirani è oggi uno dei più apprezzati musicisti del suo paese. Dal gruppo Campagnie des Musiques à ouir al tenore Roberto Alagna, passando per Daniel Humair, Laurent Korcia, Les Yeux noirs o Sanseverino, questo giovane fisarmonicista pieno di talento ha collezionato eccellenti collaborazioni ed entusiastici apprezzamenti. Di formazione classica, vincitore di innumerevoli premi, ha poi virato verso il mondo del jazz al quale è approdato con uno stile personale e inclassificabile. Il sassofonista Francesco Bearzatti è invece, semplicemente, quanto di meglio sia emerso nel jazz europeo negli ultimi dieci anni. L’incontro inedito tra questi due virtuosi non può che essere un avvenimento imperdibile.
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Lunedì 3 giugno 2013
GIOVANNI FALZONE QUINTET
Around Ornette
Giovanni Falzone – tromba
Francesco Bearzatti – sax, clarinetti
Beppe Caruso – trombone
Paolino Dalla Porta – contrabbasso
Antonio Fusco – batteria

Da sempre accanto a Francesco Bearzatti in tutti i progetti del sassofonista friulano, Giovanni Falzone è a sua volta solista di grande livello che ha inizialmente offerto il suo talento alla musica classica, esibendosi sotto la direzione di Claudio Abbado, Giovanni Sinopoli, Riccardo Chailly. Nel 2004 ha rivolto il suo interesse verso la musica jazz, diventando subito sideman ricercato e leader creativo di progetti personali. Come il quintetto con cui ha realizzato questo prezioso omaggio a Ornette Coleman, con cui ha inciso nel 2011 il disco “Around Ornette” per la Parco della Musica Records.

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MARCEL & SOLANGE TRIO
Gabriel Lemaire – sax, clarinetto
Valentin Ceccaldi – violoncello
Florent Satche – batteria

Nato dal desiderio di tre giovani musicisti di Orléans di condividere una musica “rischiosa”, il trio Marcel & Solange racconta la vita di personaggi immaginari, muovendosi tra il minimalismo e l’esplosione creativa. Questo trio, all’interno del quale si confrontano la prosa del violoncello, il respiro vivo del sassofono e il calore dei tamburi, propone una musica lirica e stimolante, dove libertà e ricerca creativa sono le parole chiave. Una delle più belle sorprese della nuova scena francese.

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Martedì 4 giugno 2013
MICHELE RABBIA SOLO
Michele Rabbia – percussioni

Incontrato spesso al fianco di Paolo Fresu, Paolo Damiani, Stefano Battaglia, Gianluca Petrella, Michele Rabbia è un percussionista fuori dea comune per virtuosità, poliritmia, gestualità teatrale, senso drammaturgico della messa in scena. Autentico poeta e architetto sonoro dell’istante, scenografo dell’immaginario, scolpisce lo spazio in sottili intrecci di suono. Il suo assolo è uno spettacolo avvincente e prezioso come un teatrino musicale fatto di gesti, parole, suoni e silenzi.

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IF ENSEMBLE, HUBY-DAMIANI OCTET
Paolo Damiani – violoncello
Regis Huby – violino
Luca Aquino – tromba
Émile Parisien – sax
Serena Fortebraccio – voce
Benjamin Moussay – piano
Antonio Jasevoli – chitarra
Sylvain Darrifourcq – batteria

Il nome di questo ensemble, IF, è costituito dalle iniziali di Italia e Francia, terre vicine e lontane al tempo stesso. Ne fanno parte musicisti dei due paesi messi insieme da Paolo Damiani e Régis Huby, sodali di vecchia data che collaborano da quando il musicista romano diresse l’ONJ – Orchestre National De Jazz, tra il 2000 e il 2002. Da allora i due hanno incrociato spesso gli archetti, fino a immaginare questo nuovo organico, ampio e colorato, con otto eccellenti musicisti francesi e italiani, che interpretano composizioni originali, appositamente scritte per questo ensemble. Un progetto dalla forte valenza simbolica, che rappresenta l’incontro di artisti che guardano nella stessa direzione, verso il rischio, la poesia e l’Europa.

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Mercoledì 5 giugno 2013
DANILO REA / FLAVIO BOLTRO
OPERA
Danilo Rea – pianoforte
Flavio Boltro – tromba

Per gli italiani, l’opera è una ?dimensione del cuore?. Lo è anche per il pianista romano Danilo Rea, per il quale questa passione nazionale era quasi una predestinazione, e per il trombettista torinese Flavio Boltro, musicista conosciuto in tutto il mondo. Due degli improvvisatori più creativi della scena che, pur nel profondo rispetto del contenuto melodico delle composizioni, trovano sempre un’avvincente variazione ritmica, una frase stimolante o un’invenzione armonica affinché opera e jazz scorrano armoniosamente l’una nell’altro. Ne è esempio eccellente la Sinfonia dal Guglielmo Tell di Puccini, dove la concentrazione dei due musicisti è tutta rivolta alla drammaticità del brano, perfettamente restituita attraverso un equilibrio ideale fra tecnica, arrangiamento e forza improvvisativa.

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BREATH PROJECT
Claudio Corvini – tromba
Mario Corvini – trombone
Marco Guidolotti, Filiberto Palermini – sax

Il Breath Project nasce dall’idea di Marco Guidolotti di riunire alcuni dei musicisti più rappresentativi del panorama jazzistico italiano. L’ensemble è composto da quattro fiati (brass e legni) con l’ausilio della componente elettronica che rende il progetto ancora più interessante e innovativo. Le musiche sono per lo più originali, ma propone anche standard jazz e note canzoni rock internazionali rivisitate in chiave moderna.

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