Fucked Up: Nuovo album a giugno

Il nuovo album dei Fucked Up, da Toronto, è in uscita il prossimo 3 giugno su Matador (Distribuzione Self).
I Fucked Up sono un gruppo punk. Erano un gruppo punk quando hanno cominciato a suonare a Toronto oltre dieci anni fa e sono rimasti un gruppo punk anche nei momenti della loro carriera che da ragazzi non sarebbero neanche stati in grado di immaginare. Ma come si fa a rimanere un gruppo punk quando sei sulle copertine dei giornali, o quando sei sul palco di uno stadio insieme ai Foo Fighters? Come fai a non tradire ciò che eri a 15 anni quando hai una carriera da mandare avanti e una famiglia da sostenere? Queste sono le domande che i Fucked Up si fanno su “Glass Boys”. E la risposta che danno ha la forma di un disco rock incendiario, titanico e trionfante.

I due album più recenti dei Fucked Up erano prove di forza monolitiche, assolute. Su The Chemistry Of Common Life (2008), hanno messo alla prova la capacità dell’hardcore di rinnovarsi, di offrire se stesso a canzoni di sette minuti ricche di arrangiamenti tutt’altro che convenzionali. Con questo album hanno vinto il prestigioso Polaris Prize. Con David Comes to Life (2011) hanno offerto al proprio pubblica una vera e propria rock opera, piena di melodie e ritornelli, che li ha allontanati ancora di più dalla scena hardcore di Toronto che li ha visti crescere. Glass Boys non è una mossa del tipo ritorno alle origini: è troppo ambizioso e complesso per questo. Ma dopo gli ultimi due dischi, è certamente una prova più concisa e diretta, un disco che sacrifica l’artificio in favore del sentimento.

Musicalmente Glass Boys risuona dell’eco di alcuni dei gruppi più avventurosi del passato punk americano (Hüsker Dü, Dinosaur Jr.) ma riesce a unire queste coordinate alla carica degli Who e all’intensità gutturale dei Negative Approach. Il cantante Damian Abraham urla ancora come un demone, ma ha acquisito più profondità e capacità di spaziare fra i vari registri. Il batterista Jonah Falco ha invece provato qualcosa di completamente nuovo, registrando due tracce di batteria separate, una delle quali a metà velocità, che aggiungono un feeling psichedelico e disorientante. (Un’edizione limitata in vinile dell’album includerà una versione bonus con solo la traccia a metà velocità). Il triplo assalto di chitarre di Mike Haliechuk, Ben Cook e Josh Zucker continua imperterrito a costruire sinfonie fatte di power chord e feedback, ma questa volta l’enfasi si è spostata sul costruire texture piuttosto che distruggere tutto. La bassista Sandy Miranda, dal canto suo, è più che mai parte della tempesta, con le sue linee di basso che vanno a fondersi nel ruggito delle chitarre per rinforzarle ulteriormente.

E se è vero che i testi del disco ruotano intorno al non tradire le proprie radici, la musica è perfetta nel raggiungere l’obiettivo. Echo Boomer, come Son The Father e Let Her Rest prima di lei, è l’apertura perfetta per un disco, un’esplosione catartica che annuncia perfettamente ciò che sta per succedere. “Sun Glass” cresce a partire da un arpeggio acustico e anche quando il volume aumenta riesce a mantenere una certa grazia. DET ha uno di quei ritornelli distruttivi che necessitano del singalong di un locale intero per esplodere come si deve. La chiusura del disco è affidata a un’epica devastazione più potente e piena di forza di quel che il gruppo sia mai riuscito a fare.
Dopo due concept album, i Fucked Up sono pronti a tornare con un disco rinvigorente e coraggioso che arriva direttamente dal loro cuore.

Glass Boys track-listing

1. Echo Boomer
2. Touch Stone
3. Sun Glass
4. The Art Of Patrons
5. Warm Change
6. Paper The House
7. DET
8. Led By Hand
9. The Great Divide
10. Glass Boys

Fonte: Comunicato ufficiale

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