Gabriele Muccino critica Pasolini: «un “non” regista»

Due giorni fa, il 2 novembre, ricorreva il 40esimo anniversario della morte di Pier Paolo Pasolini (che anche noi abbiamo ricordato con una riflessione sul ritorno al cinema di “Salò”).

Anche Gabriele Muccino, via Facebook, ha pensato di dire la sua: «Per quanto io ami Pasolini pensatore, giornalista e scrittore ho sempre pensato che come regista fosse fuori posto, anzi era semplicemente un “non regista”, che usava la macchina da presa in modo amatoriale, senza stile, senza un punto di vista meramente cinematografico sulle cose che raccontava, in anni in cui il cinema italiano era cosa altissima, faceva da scuola di poetica e racconto cinematico e cinematografico in tutto il mondo».

E ancora: «Il cinema pasoliniano aprì le porte a quello che era di fatto l’anti cinema in senso estetico e di racconto. Il cinema italiano morì da lì a pochissimi anni con una lunga serie di registi improvvisati che scambiarono il cinema per qualcos’altro, si misero in conflitto (come fece Nanni Moretti) con i Maestri che il cinema lo avevano nutrito per decenni e di fatto distrussero con tutti quelli che seguirono quella scia di arroganza intellettuale rifiutando anzi demolendo la necessità da parte del Cinema di essere un’arte POPOLARE e lo privarono, di fatto, di un’eredità importante che ci portò dall’essere la seconda industria cinematografica più grande al mondo ad una delle più invisibili».

Pioggia di critiche, commenti astiosi, Muccino ribatte e alla fine tace: al momento il suo profilo Facebook non risulta più attivo.

EDIT 5 novembre 2015: Il profilo Facebook di Gabriele Muccino è nuovamente attivo: «Dopo un giorno di pane e acqua, avendomi il secondino di FB oscurato la pagina per contenuti offensivi, segnalati da chi? – eccola riapparsa. Alzate ancora il volume delle vostre segnalazioni, per censurarmi più a lungo».

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