Gérard Depardieu: «Non vado a Mosca per evadere le tasse»

In Italia per la presentazione dello spettacolo “Love Letters” al Festival di Spoleto, Gérard Depardieu ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera.

L’attore francese — che qualche giorno fa ha disertato la prima di “Welcome to New York” di Abel Ferrara prevista a Edinburgo — parla della decisione di diventare cittadino russo («Non sono andato a Mosca per evadere le tasse»), delle critiche ricevuto di recente da Ettore Scola, della società italiana («glielo dissi tanto tempo fa a Bertolucci, voi registi italiani siete tutti comunisti, però avete case dappertutto») e della politica francese («sui guai giudiziari di Sarkozy non ho niente da dire»).

Lei è stato criticato per aver preso, in polemica con il Fisco, la cittadinanza in Russia.
Non sono andato a Mosca per evadere le tasse ma perché Putin mi ha dato un passaporto e perché mi piace la letteratura russa. Non è una questione di soldi, io vengo dalla terra, sono nato povero, sai che me ne frega dei soldi. Amo più di tutto l’Italia (dove si mangia bene ovunque e non c’è bisogno di andare nei grandi ristoranti, bastano le trattorie), e la Russia, dove non conosco nessuno, specialmente i giornalisti. In Francia dicono che Putin è un dittatore. Io dico che cerca solo di fare il meglio per il suo Paese. Intanto in Francia hanno ucciso i piccoli agricoltori, quanto alla cultura ad Avignone protestano… Non ci sono più festival in Francia, solo bagarre. Bisogna viverci in un Paese prima di criticarlo, hanno sbagliato indirizzo, che andassero nella Corea del Nord.

Pochi giorni fa Ettore Scola ha pronunciato parole dure contro di lei, ha detto che è un evasore fiscale, e che per lavorare insieme deve esserci stima reciproca…
Abbiamo un progetto per un film, una bellissima storia di cui non voglio parlare. Prima Scola non voleva farlo perché lo produceva Berlusconi e ora non so. Non credo che troveranno i soldi. Amo Ettore Scola anche se mi ha criticato. Io non sono né di sinistra né di destra, glielo dissi tanto tempo fa a Bertolucci, voi registi italiani siete tutti comunisti, però avete case dappertutto. Mi rispose che in Russia è pieno di Mercedes. Io sono un essere vivente, mi piace la vita. Sono un cittadino del mondo, in Russia sono un viaggiatore e basta.

E i recenti fatti politici?
Sui guai giudiziari di Sarkozy non ho niente da dire. Seguo con interesse il vostro Renzi, mentre Beppe Grillo non mi piace… Ho conosciuto Fidel Castro, Giovanni Paolo II, Mitterand. Ma parliamo di “Love Letters”, la politica mi annoia.

Fonte: Corriere della Sera

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