Gerardo Carmine Gargiulo: Sa(n)remo in Tribunale

Sanremo da sempre è un catalizzatore mediatico. Arriva nelle case degli italiani e talvolta si spinge anche oltre. Come in questo caso, in cui la RAI, il direttore artistico Gianmarco Mazzi e tutto il carrozzone finisce in un’aula di Tribunale perché un cantante, escluso dalla competizione canora, contesta le modalità di selezione dei partecipanti.
Gerardo Carmine Gargiulo, cantautore e paroliere campano, il primo dicembre scorso consegna all’organizzazione della manifestazione un cd con due brani, assieme alla richiesta di partecipazione alla gara.

Non avendo ricevuto alcuna risposta, Gargiulo, che è anche avvocato, presenta un ricorso d’urgenza ex art. 700 c.p.c presso il Tribunale di Roma, chiedendo che venga dimostrato che le canzoni da lui presentate sono state effettivamente ascoltate dai selezionatori, e che gli venga consegnato il verbale con le motivazioni dell’esclusione. Il Giudice De Tullio fissava così l’udienza per il 7 febbraio 2011, ritenendo sussistenti i presupposti di una trattazione d’urgenza. La manifestazione è cominciata il 15 del corrente mese e Gargiulo al Festival della canzone italiana non s’è visto. In compenso, però, nel corso degli anni non sono mai mancati gli spettri sui meccanismi di selezione dei cantanti.

Certo, alcune frasi dei protagonisti di questa edizione fanno riflettere, come quella di Roberto Vecchioni: “Morandi mi ha convinto a partecipare“; o di Patty Pravo: “Avevo chiuso col Festival ma a Morandi non ho potuto dire di no“. Parrebbe di capire che, tra gli artisti, c’è chi prega per entrare e chi viene pregato. Inutile, comunque, farsi delle domande. Le risposte sono già state scritte. Perché Sanremo è Sanremo!

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