Giornate degli Autori: 100 film sui banchi di scuola

Il progetto promosso dalle Giornate degli Autori partirà in autunno nelle scuole della Provincia di Roma

In tempi di dibattito sui perché e i percome del degrado culturale italiano, bisognerebbe tornare a parlare delle responsabilità da parte della gestione delle scuole nel nostro paese. La questione è complessa, e forse per molti scoraggiante. Non staremo ad affrontarla in queste righe. Però vogliamo segnalare un’iniziativa che, per quanto goccia nel mare del sistema scolastico nazionale, ci sembra un’esperienza fondante per un recupero e uno stimolo alla criticità intellettuale degli individui delle giovani generazioni. Si intitola Cinema e storia. 100+1. Cento film e un paese, l’Italia ed è un progetto promosso dalla Provincia di Roma e dalle Giornate degli Autori, in collaborazione con Cinecittà Luce.

L’obiettivo principale è quello di recuperare la storia del trentennio 1945-1975 attraverso 100 capolavori del cinema italiano, preziosi tasselli dell’identità collettiva, spariti dalla programmazione tv o relegati alla tarda nottata, e di portarli nelle scuole medie inferiori e superiori, per far avvicinare le nuove generazioni a un vero e proprio patrimonio culturale sommerso. Gli istituti della capitale e della provincia riceveranno come proposta formativa un dvd con contenuti speciali per gli insegnanti, unitamente a un piccolo volume propedeutico alla visione del film.

L’impegno della Provincia di Roma in tal senso è un incoraggiante esempio di sinergia tra cultura e pubbliche amministrazioni, come ha ricordato il Presidente Nicola Zingaretti, arrivato al Lido per l’incontro organizzato alla Villa degli Autori per presentare il primo capitolo della serie di volumi editi dalla Cineteca di Bologna. Il primo dei 100 film selezionati da una commissione di cui ha fatto parte, tra gli altri, Morando Morandini è la copia restaurata de I Magliari di Francesco Rosi, con Alberto Sordi. La seconda pellicola del cineasta, realizzata nel 1959 e considerata opera minore, è in realtà un film di eccellente qualità, che ha ancora molto da dire per il modo in cui affronta il tema dell’emigrazione degli italiani in Germania negli anni cinquanta.
[PAGEBREAK] Certo, la bellissima iniziativa delle Giornate degli Autori incontrerà non pochi ostacoli. I vari e prevedibili impigli dell’amministrazione scolastica (la mancanza di fondi, ore e personale disponibile) sono sicuramente problema minore in confronto all’annosa questione dell’acquisizione dei diritti d’autore, che per molti classici si traducono in cifre proibitive. Una situazione che minaccia di bloccare l’intero progetto, denunciata a più riprese durante l’incontro al Lido, con l’avvio di un dibattito nel quale ha preso la parola Manuel De Sica, che ha ricordato gli sforzi fatti per realizzare il documentario Vittorio D., anch’esso parte del programma dei Venice Days. A chi realizza un documentario con materiale di repertorio si può arrivare a chiedere l’improponibile cifra di ventimila euro per cinque minuti di filmato, e cinquemila euro per cinque secondi.

Il successo che le retrospettive hanno nei festival di cinema in tutta Italia dimostra che nel nostro paese c’è in realtà una richiesta costante e appassionata di certi contenuti e che il pubblico riconosce il valore di un patrimonio comune cui si dovrebbe garantire una circolazione e una fruizione più libera. A partire proprio dai banchi di scuola.

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