Giulio Manfredonia: Al via le riprese del nuovo film

Inizieranno il 21 agosto le riprese del nuovo film di Giulio Manfredonia, “Terra madre“, interpretato da Stefano Accorsi, Sergio Rubini, Tommaso Ragno e Iaia Forte.
Il film è prodotto dalla Lumière & Co. di Lionello Cerri con il contributo del MiBAC.

Questa la sinossi del film dal sito della Lumière:
È la storia di una strana antimafia, fatta piantando fagiolini. E di qualcosa che viene prima della mafia, dell’antimafia e di tutto il resto: la terra, quella che ci ospita, ci nutre e ci seppellisce? Nel 1967 Alfio Bonavita si è visto costretto a vendere il suo fertile podere Li Trizzi alla famiglia mafiosa dei Sansone, che gli ha concesso di restare a lavorare la terra come salariato. Alfio insegna a cinghiate a suo figlio Cosimo, che ai Sansone bisogna sempre ubbidire. Trent’anni dopo il figlio del boss, Nicola, ha preso il posto del padre e Cosimo in tutti quegli anni gli ha coltivato il podere: mentre Nicola viene portato via in manette gli dice “Pensa alla terra. Nessuno ci deve mettere le mani”? Passano altri 10 anni, siamo all’oggi. Il terreno del boss è stato confiscato dallo Stato anche se Cosimo continua a coltivarlo abusivamente; un gruppo di giovani lo vuole per creare una cooperativa ma questo non piace ai clan, che boicottano l’iniziativa in modi sottili bloccandola da anni. Così il gruppo chiede ad una associazione esperta sul lavoro in terre confiscate alle mafie di mandare qualcuno ad aiutarli. L’unico disponibile è Filippo, un pavido “uomo di carta”, uno che da anni fa l’antimafia lavorando chiuso in ufficio. Numerosi sono gli ostacoli che Filippo incontra, vorrebbe tornare a casa, ma resiste solo perché invaghito della bella Rossana, responsabile della cooperativa; il lavoro sui campi inizia tra mille disastri causati dalla scarsa competenza nel lavoro agricolo delle persone che fanno parte della cooperativa e l’unico esperto, Cosimo, sa fare ma non insegnare, perché il suo sapere non è verbale, si esprime con mani e gesti. Ma appena le cose iniziano ad andare quasi bene, una sentenza della Cassazione annulla una condanna del boss, che esce dal carcere e va agli arresti domiciliari a casa sua. La situazione degenera; seguono una serie di sabotaggi e di colpi di scena: riuscirà l’antimafia a trionfare?
Fonte: ASCA

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