I Manetti Bros. presentano il film, in sala dal 17

Dopo un acclamato passaggio al Festival del Film di Roma, esce finalmente in sala “Song’ e Napule“, ultimo film dei Manetti Bros. (Marco e Antonio).

Un’annata, questa, particolarmente densa per i poliedrici fratellacci romani, che li vede anche impegnati con la regia della nuova stagione del Commissario Rex (ce ne parlano qui).

“Song’ e Napule” narra le vicende di Paco Stillo (Alessandro Roja), suonatore di pianoforte diplomato al conservatorio che entra in polizia grazie alla raccomandazione di mammà, il quale si troverà, suo malgrado, a doversi infiltrare nella band del cantante neomelodico Lollo Love (Giampaolo Morelli) per poter partecipare al matrimonio di un famigerato boss camorrista.

«La città di Napoli ti stende — dichiara Alessandro Roja durante l’incontro di ieri con la stampa (qui tutte le foto del cast) — e la scelta di un romano per interpretare un personaggio napoletano non è casuale: il personaggio di Paco è un napoletano non integrato, che inizialmente odia la sua città, un poliziotto e un musicista puro, che si sente in diritto di giudicare, ma che poi dovrà ricredersi».

La musica ha un ruolo fondamentale nel film: «è il riscatto del neomelodico», dice Marco Manetti. «La musica neomelodica a Napoli ha un ruolo simile all’hip hop: viene dalla strada ed è portatrice di riscatto sociale».

Oltre alle canzoni di Lollo Love appositamente composte (“Cuoricina” potrebbe diventare tranquillamente il tormentone dell’estate) vi è un lavoro sulla colonna sonora che dà alla pellicola un tono da exploitation anni 70. «Napoli è anche una città nera, Napoli centrale è la città del funky», ci ha detto Aldo De Scalzi, compositore insieme Pivio della colonna sonora. Perché questo è un film girato prevalentemente nel centro della capitale partenopea. «Una città che, a differenza di Roma o Firenze, ha mantenuto la sua parte popolare proprio al centro, e che convive forzatamente con l’altro lato, quello più ricco e borghese».

A dispetto di tutte le pellicole degli ultimi anni ambientate a Napoli, ma solo nelle periferie più degradate, come se non esistesse altro. “Song’ e Napule” non è però un film che vuole nascondere il marcio, piuttosto cerca di «seppellire il male con una risata, come direbbe Mao», precisa Marco Manetti.

Sostenuto da un cast di comprimari di tutto rispetto, tra cui Paolo Sassanelli, Carlo Buccirosso e Peppe Servillo, “Song’ e Napule” esce in sala il 17 aprile: non perdetelo!

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